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Bologna: C'è una crepa in ogni cosa

Incontro con Eraldo Affinati e Giorgio Paolucci

Grande o piccola che sia, non è difficile riconoscere che in tutti noi c’è una ferita che ci fa essere inquieti, scavata dai nostri dubbi, dalle paure e talvolta da laceranti dolori. E’ una caratteristica umana originale, è quindi un difetto? Noi pensiamo di no, la consideriamo piuttosto una condizione per metterci in moto, per seguire le nostre domande e scoprire dove esse ci portano. Il dramma di centinaia di migliaia di persone che emigrano dalle loro terre è una tragedia sociale di dimensioni mondiali. Vogliamo occuparci di questo tema nel nostro prossimo incontro, domandandoci se anche in questo contesto la ferita di popoli interi ci porti nuova speranza.

Il titolo del prossimo Incontro Esistenziale è preso dalla canzone “Anthem” di Leonard Cohen: “C’è una crepa in ogni cosa, è così che entra la luce”.

Per dialogare su questo tema è stato invitato Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, presidente dell’Associazione Penny Wirton che da 10 anni coordina in tutta Italia una fitta rete di scuole per l’insegnamento della lingua italiana agli immigrati. Le scuole nascono dall’insegnamento di don Lorenzo Milani e sono strutturate mettendo al centro la qualità della relazione umana, in un rapporto individuale tra studenti e docenti volontari.

Ha introdotto l’incontro Giorgio Paolucci, giornalista e scrittore, curatore della mostra “Nuove generazioni. I volti giovani dell’Italia multietnica” presentata al Meeting di Rimini la scorsa estate.

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