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Eventi

Magenta (Mi): Dov'è Dio?

Presentazione del libro di Julián Carrón

Il Centro Culturale "Don Cesare Tragella" in collaborazione con Comunione e Liberazione zona Magenta ha organizzato la presentazione del libro “Dov'è Dio? La fede cristiana al tempo della grande incertezza. Una conversazione con Andrea Tornielli" di Julián Carrón (Piemme Edizioni, 2017).

Sono intervenuti

Don Giuseppe Marinoni, Prevosto di Magenta
Claudio Bottini, Comunione e Liberazione Milano

Cronaca dell'incontro:
“Venite a prendermi”
Ogni incontro dei nostri Centri Culturali ha una storia, e spesso non è facile definire quando inizia e come potrà finire.
A Magenta cerchiamo sempre di cenare con i nostri relatori: una grande possibilità di conoscerli meglio, preparare la conferenza, raccontarci le ragioni che ci hanno portato ad organizzare la serata.
In occasione della presentazione del libro di Julian Carron “Dov’è Dio?” i relatori non si conoscevano e si erano sentiti solo per telefono. Come da tradizione abbiamo invitato Claudio Bottini a cena. Appena arriva ci chiede se c’è Don Giuseppe, che purtroppo è impegnato in una riunione con cena. Il tempo di salutare nella loro casa una coppia di amici dopo ventisette anni, sorseggiare un aperitivo, iniziare a mangiare ed ecco un SMS: “Venite a prendermi!”.
Che cosa ha fatto cambiare idea al nostro Prevosto, l’altro relatore, e fargli modificare il programma per venire da noi?
Ci piace pensare che l’incontro sul libro sia già iniziato con quella telefonata, con un riconoscimento ed una stima emerse in poche parole e che si tramutano in desiderio di conoscersi e vedersi.
La cena diventa subito il luogo di un riconoscimento: è difficile staccarsi dall’ospitalità di Anna e Paolo, stiamo bene, vorremmo “mettere le tende” lì. La discussione è concreta, intensa, interessante. Le fondamenta sono gettate. Ed è proprio questo che il libro propone: un punto fermo, la fede cristiana, che unisce e sconfigge ogni incertezza.

Il dialogo fra i due relatori inizia con una dotta esposizione in quattro punti di Don Giuseppe Marinoni, che commenta i passaggi che più lo hanno colpito.
La sfida del nostro tempo: “Guardate al mondo con immensa simpatia”, con espressione cara al Card. Montini, che nel libro ritorna parlando della secolarizzazione e del fatto che il Cristianesimo si trasmette per invidia. La nostra esperienza ha qualcosa da offrire perché l’uomo si ponga la domanda “Dov’è Dio?”?
Come secondo punto cita il “quasi sacramento” della realtà, come lo chiama S.E. Angelo Scola, ovvero la concretezza della mia vita che è provocata. A chi interessa Gesù? A chi ha bisogno! Come dice Julian Carron nel libro, “è il reale che bussa alla porta della nostra esperienza e fa emergere tutta la nostra esigenza di significato”.
La terza annotazione è sulla centralità dell’avvenimento (“una parola che uso volentieri”, dice Don Giuseppe) che è l’incontro con Cristo oggi, a tutti possibile perché Lui è vivo ed è con noi. Solo Gesù “è venuto da”, ed esprime pienamente la parola “avvenimento” o “evento”. Il Cristianesimo è un avvenimento e si esprime attraverso dei fatti. Un passaggio che lo ha colpito molto, dice ancora il Parroco, è quello della grazia dell’incontro per noi, che avviene grazie al volto di un terzo trasformato, il testimone. Vedendolo, si può dire “Sì, questa esperienza può interessarmi!”. Pensiamo a questo volto per noi e, se ancora in vita, mandiamogli un SMS questa sera stessa!!!
L’ultimo punto è l’esperienza della Chiesa, perché la fede sia viva in noi e generi persone adulte nella fede. Riprende la definizione di Movimento (che, dice, è la stessa per la Chiesa) e la sintetizza in una comunità di persone (una compagnia), suscitata da un carisma, per rinnovare continuamente la Chiesa e raggiungere in modo persuasivo tutti. E’ il metodo scelto da Dio.
Parrocchia, movimenti, associazioni: la questione decisiva è se questi luoghi sono in grado di generare persone adulte nella fede affinché altri attraverso di loro possano toccare con mano un altro modo di vivere.
Non Dio senza Cristo, non Cristo senza Chiesa, non la Chiesa senza l’uomo, come diceva Don Giussani in un suo libro: è questa l’esperienza di “Dov’è Dio?”, di un uomo che ha dentro questo struggente desiderio.

La stessa storia, la stessa grande storia ci viene raccontata da Claudio Bottini attraverso la sua esperienza. Racconta dei suoi amici, di come l’inquietudine della gioventù sia oggi un desiderio di felicità che lo accompagna fin dal risveglio. Con tanti esempi della sua quotidianità.
Non c’è cosa più grande al mondo che aiutarci a fare un passo verso il destino: e questo è il senso di un incontro, ci dice. E la domanda del titolo del libro è posta a ciascuno di noi, decisiva, nessuno ne può prescindere. Per rispondere a questa e a tutte le altre domande vere, non basta nulla se non il nostro cuore: punto infiammato ove risiede il nostro desiderio di felicità.
Cercare e trovare, senza finire mai, è il contributo dell’esperienza cristiana. Il Mistero investe su tutti noi, non su chi e è perfetto: Dio ha un metodo, che è decisivo. E staccarmi da questo significa staccare i valori dalla loro origine (come ha tentato di fare Kant) e metterli in crisi.
Ed ancora l’esperienza personale di Bottini: tutte le mattine, quando faccio silenzio, io chiedo: “Signore, rendimi umile e disponibile a quello che tu mi chiedi”.
Papa Francesco abbina sempre parole e gesti, che sono tipici dell’esperienza cristiana: insieme. In questo libro è chiaro che possiamo vivere così solo se siamo disponibili ad assecondare quello che il Mistero fa succedere, condividere la vita dell’altro e non solo dare consigli per proseguire poi sulla propria strada.
E’ la sfida fra Kant e Cristo: fra la riduzione intellettuale del Cristianesimo a qualcosa da fare, e l’avvenimento di Cristo disarmante che si può presentare in ogni modo.
Quello che ci è stato dato è per tutti, per il bene di tutti: è il contributo più grande davanti a questa crisi. Non dire “lo so già” ma ridire il punto sorgivo che ha cambiato me, la mia storia e la storia del mondo.

Ma l’incontro a Magenta non vuole proprio finire: dopo le domande e la chiusura la gente continua a chiedere, blocca i relatori, le domande sono tante. La sala chiude, i relatori si ritrovano ancora giù nella strada con capannelli di gente.
E continuano altri incontri, perché la vita sembra rilanciata dalle parole che abbiamo ascoltato: ecco allora che si organizza un pranzo in Università per settimana prossima, ci si chiama al telefono domani, si vive. Perché la prima attività dell’uomo è una passività: si riceve in continuazione, subiamo sempre l’iniziativa di un Altro, nella certezza di essere voluti bene.
E’ stato subito chiaro, per noi del Centro Culturale “Don Tragella”, che l’iniziativa della presentazione del libro è andata oltre le nostre intenzioni: si è riempita infatti della Sua presenza. In questo senso, è diventato veramente un gesto culturale, capace di porre una domanda sulla vita.
Come quella che, alla fine dell’incontro, ci ha confidato un amico: “Domani mattina ho veramente voglia di svegliarmi, perché sono ancora più certo di essere voluto bene e curioso di vivere quanto ho sentito stasera!”


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