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Pescara: Bariona o il figlio del tuono

Rappresentazione teatrale

Il Centro Culturale di Pescara organizza la rappresentazione teatrale "Bariona o il figlio del tuono". Il testo è strato scritto da Sartre nel 1940 quando l’autore era confinato nello Stalag 12D di Treviri, in Germania. Durante la prigionia il filosofo francese divenne amico di due preti: l’abate Mariu Perrin e padre Boisselot, che in quel 1940, avvicinandosi il natale, gli chiesero di scrivere qualcosa per tutti quanti loro che rerano prigionieri nel campo di concenteamento. “Che cosa?” domandò Sartre. “Qualcosa che faccia dimenticare le sofferenze e dia una speranza” risposero. Nacque da questa premessa “un racconto. Nacque da premessa “un racconto di Natale per i cristiani e non credenti”.
La proposta parte da una domanda che suscita la lettura del Bariona di Sartre: quando mai la nascita di Cristo è stata rappresentata con un’intensità così poetica e così delicatamente carnale? Come ha potuto un ateo esistenzialista come Sartre tendere con tale dolcezza la corda della spiritualità, quando pochi anni dopo, da nichilista, si consegnerà al disgusto della nausea? Questo è l’enigma che Sarte non ha mai sciolto, ma che tutti, hanno accettato come la più struggente delle contraddizioni umane. La contraddizione da cui nessuno è immune: la ragione dice una cosa e il cuore un’altra.
Come possono dialogare tra loro quindi la ragione, i desideri, il cuore, la religiosità, la fede, la Chiesa?
Questa domanda ha provocato tutto il lavoro fatto per realizzare questa rappresentazione natalizia e ha guidato l’approfondimento ed il confronto tra due testi che abbiamo scelto per provare a stare difronte al Natale in un modo diverso: il “Bariona” di Sartre ed “Il senso di Dio e l’uomo moderno” di Luigi Giussani, dove è proposta una riscoperta dell’avvenimento cristiano, ripartendo da come esso si manifesta nel ondo, dalla sua carnalità per farci giungere ad una reale comprensione di cosa è il “senso religioso”, quelle domande ed esigenze ultime che pongono la persona in rapporto al suo destino.
Ecco..nel testo di Sartre, per il quale ci siamo appassionati e del quale è nato tutto il progetto della Sacra Rappresentazione, c’è un punto che lascia a bocca aperta chi lolegge:
La rappresentazione della Madonna e del suo bambino:
Nella stalla Bariona vede un “Dio-uomo”, un Dio fatto della nostra umile carne, un Dio che accetterebbe di conoscere quel gusto di sale che c’è in fondo alle nostre bocche quando il mondo intero ci abbandona, un Dio che accetterebbe in anticipo di soffrire ciò che soffro oggi”. Stupisce, Bariona, guardando Maria mentre stringe fra le braccia il suo piccolo, ed è come se dicesse: “Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. E’ fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. E’ Dio e mi rassomiglia.”

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