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Seregno (MB): Seguire un maestro, l'avventura dell'educazione

Incontro con Franco Nembrini

L' Associazione culturale "L'umana avventura" ha organizzato l'incontro dal titolo "Seguire un maestro: l'avventura dell'educazione".

E' intervenuto
Franco Nembirini, rettore dell'Istituto La traccia (Bg)

Cronaca dell'incontro
Seguire un maestro: l'avventura dell'educazione
Il giorno 18 Gennaio presso L’ auditorium di Seregno, si è tenuto l’incontro dal titolo “Seguire un maestro: l’avventura dell’educazione”. Il relatore Franco Nembrini è intervenuto per proseguire il dialogo già cominciato il 15 novembre scorso con Luigi Ballerini che, in quell’occasione, ha parlato di come educare i figli nell’era digitale. Un punto di provocazione emerso in quella sede ci sembra essere il seguente: gli adulti hanno la responsabilità di offrire quanta più realtà possibile ai ragazzi, solo in questo modo le nuove tecnologie non si sostituiranno al vissuto ma saranno usate al servizio della realtà stessa.
Con Franco Nembrini abbiamo voluto approfondire questa considerazione di Ballerini, chiedendogli cosa significa che il rapporto fra adulti e giovani si gioca sull’offerta della realtà? Di seguito i passaggi più rilevanti dell’intervento di Franco Nembrini: Che cos’è il fenomeno educativo? Se non rispondiamo a questo si dà spazio a fantasie o alibi che vorrebbero convincerci che educazione oggi è quasi impossibile. Come se da ora si parlasse di un'altra umanità. Se c'è una verità per la mia esperienza è che il cuore dei nostri figli è uguale al nostro. Il cuore sarà sempre fatto per il bene, per la bellezza, per vivere cose grandi. Allora di che cosa stiamo parlando quando parliamo di emergenza educativa? È emergenza di un momento faticosissimo dove i nostri figli fan fatica a vedere negli adulti ragioni sufficienti di speranza.
Quando parliamo di educazione parliamo di un dinamismo assicurato dalla natura. I bambini di tutto il mondo vengono al mondo con una invincibile attrattiva per il bene, l'essere umano la vive da subito, non è un problema insegnargliela. Il contenuto vero dell'educazione è che i ragazzi abbiano una speranza sufficiente del vivere. Ogni uomo educa vivendo, non può scegliere di non educare e i bambini assimilano per osmosi un certo sentimento della vita. Il problema quindi non è insegnare ai bambini delle cose, ma a star davanti alla realtà. Se è vero, il problema educativo non sono i ragazzi, siamo noi.
Per questo educare è una testimonianza. Mio padre non aveva il problema di insegnarmi a pregare, pregava. Non mi insegnava i valori, li viveva. Pregava e basta perché voleva pregare lui. Mio padre non sapeva tante cose, ma sapeva ciò per cui vale la pena vivere.
Il segreto dell’educazione è non avere il problema dell'educazione. Gli adulti non devono far molto se non essere tali per offrire la possibilità del ritorno se i figli dovessero sbagliare. Pensiamo al figliol prodigo: “adulto” è una casa dove tornare.
Ecco perché in un tempo come il nostro in cui la maggior parte delle istituzioni è crollata (la famiglia, la scuola…), questo è il momento della persona. La responsabilità, il compito di essere adulti è di ciascuno.


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