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Treviglio: Sotto il Cielo d'Europa

Dalle origini al futuro

Conversazioni con Emanuele Boffi, Direttore della rivista Tempi


Un resoconto della serata:
E’ stato molto partecipato mercoledì 17 aprile l’ incontro sull’ Europa all’Auditorium del Centro Civico promosso dal Centro Culturale A. Portaluppi: doverosamente, l’incontro è iniziato con il ricordo commosso dei fatti di Parigi.
Si è osservato che le reazioni e i sentimenti suscitati dall’incendio di Notre Dame sono una risposta quanto mai eloquente alla sciocca pretesa di censurare le radici cristiane dell’Europa. La folla che pregava cantando l’Ave Maria mentre le fiamme divoravano il tetto della cattedrale, rimane nella memoria come una drammatica immagine e ci ricorda che è possibile partire da ciò che conta, da cio’ che tiene davvero, per ricostruire.Nella storica cattedrale del XII secolo, oggi così colpita, l’anima cristiana della Francia ha avuto un sussulto. Non solo la Francia ma tutto il mondo è venuto a ricordarci quali siano le nostre radici. E’significativo che tante voci si siano levate,  pure dal mondo musulmano e dal mondo ebraico, a dirci che non solo per noi ma anche per tutti gli uomini di buona volontà è importante che l’Europa resti fedele a se stessa.
Europa che all’inizio era un ideale. Poi, una specie di miracolo. Ora sembra soltanto un problema. L’Unione Europea, quell’insieme di lingue e culture che si è incastrato un pezzo dopo l’altro regalando attese e speranze a 500 milioni di persone, agli occhi di tanti è diventato qualcosa di sempre più lontano, astratto, addirittura ostile. 
I motivi sono tanti. Molti reali, legati ai limiti e agli errori di una realtà che ha perso per strada una buona fetta dell’ispirazione originaria (a cominciare dalla solidarietà reciproca). Ma altri dipendono soprattutto da noi, dalla nostra miopia. Guardi l’Europa e non vedi più che è uno spazio di libertà e pace come non si era mai visto nella storia, non solo dell’Occidente. Il valore attribuito alle persone, l’accoglienza, gli scambi tra culture, le frontiere aperte, un mercato comune… Tutto dato per ovvio, per scontato. Mentre non lo è. Non lo è mai stato. Anzi. 

La vicenda dell’Unione è una di quelle in cui si capisce meglio che cosa sia la caduta di evidenze che davamo per acquisite e condivise per sempre. E in cui si vede con più chiarezza che se ti allontani dalla fonte che ha dato vita a certi valori di fondo – la persona, il lavoro, la libertà, la stessa democrazia –, da ciò che li ha generati e resi storici e vissuti, quei valori prima o poi decadono. Staccati dall’origine, non reggono all’usura del tempo. Da qui la domanda: che cosa c’è all’origine di quei tratti fondamentali dell’Europa? Da dove arrivano, come prendono vita?
L’Europa non è una unità naturale come altri continenti: appare infatti, geograficamente, come una appendice nord occidentale dell’Asia. Essa è invece il risultato di un processo di evoluzione storica e di sviluppo spirituale che caratterizza più di tutto la nostra identità europea.
Una storia di cui qualcuno intravede gli inizi con l’insurrezione anti persiana delle colonie elleniche della costa ionica agli inizi del V secolo. Quei 10mila che poi sconfissero a Maratona i 25mila persiani non solo decisero per sempre le sorti dell’Europa, ma rivelarono di avere in se stessi quella decisione che si presenta come uno dei primi elementi costitutivi dell’ethos europeo. Di fatto in quel paradosso dell’imponderabile che decide il corso della storia è legittimo riconoscere il più remoto inizio della storia d’Europa. Da allora l’ethos europeo è stato di volta in volta arricchito: l’incontro dell’ellenismo con l’annuncio Cristiano di Paolo di Tarso ne consolida il contenuto. Il Dio fatto uomo è l’avvenimento che costituisce un nuovo principio di razionalità del reale e la via del cammino umano ed europeo si riapre su una nuova direzione, costituisce la forma definitiva dell’ethos europeo.
Riflettendo, è un aspetto assolutamente straordinario quello di definire la nostra terra con una connotazione culturale e umana più che geografica; con implicanze di responsabilità nei confronti del mondo intero. Ovviamente il problema è l’ora. Quelle radici sono ancora vive, oggi? E come, dove?

In questo ci ha aiutato Emanuele Boffi, direttore del mensile Tempi, presente all’incontro.

Il tema è stato approfondito dal relatore in risposta ad alcune domande poste dal moderatore e dai presenti in sala. Domande che hanno spaziato dal problema del lavoro, alle indicazioni del Papa , alla struttura stessa della governance dell’Unione, alla questione dei migranti.

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