Seguici su:

Eventi

Pesaro: Contro i papà. Come noi italiani abbiamo rivinato i figli

Incontro con Antonio Polito

Provocatorio. 
È questo forse l’attributo che meglio definisce il libro di Antonio Polito “Contro i papà” che martedì 21 maggio, alle ore 21.15, sarà oggetto di un incontro/dibattito presso il Centro Congressi di Baia Flaminia. 
Un incontro a cui parteciperà lo stesso autore - insieme ad Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione “Meeting per l’amicizia fra i popoli” - e che è stato promosso dalla Nuova Scuola, dalla “Fondazione Anna e Mario Gaudenzi”, dal Centro Culturale “Città ideale” e dalla “Associazione Italiana Centri Culturali”, con il patrocinio della nostra Arcidiocesi, del Comune di Pesaro e del Circolo della Stampa.
Il libro è provocatorio anche nel sottotitolo: Come noi italiani abbiamo rovinato i nostri figli. 
Leggendolo, si comprende perché l’editorialista - quando qualche tempo fa iniziò ad attaccare i “papà” sulle pagine del “Corriere della Sera” - sia stato sommerso, come lui stesso ricorda, da una valanga di messaggi (mail, tweet, post) in guerra gli uni contro gli altri. 
Il fatto è che egli prende di mira “i reduci del Sessantotto”, la generazione di coloro che “con arroganza hanno preteso di gettare, come in una discarica, ogni principio di responsabilità e di autorità”; hanno trasmesso ai figli una cultura dei “diritti” senza nessun dovere connesso; hanno fatto di tutto per assicurare agli eredi pace e welfare, “facendo loro dimenticare che la storia dell’umanità è stata quasi sempre tragedia” (Arrigo Levi).
Ne è conseguito che la figura del “padre” si è trasformata in quella del “papà”, del “padre-orsetto”, affettivo, accuditivo, protettivo, che occupa il suo tempo più “nello sforzo di piacere al figlio che in quello di educarlo”. Un padre tutto teso a rendere la vita facile ai figli, ad essere il loro “sindacalista”, perché “in Italia guai a dar torto ai giovani, che per definizione hanno sempre ragione!”.
“Abbiamo fatto il Sessantotto, dice Polito, per dare al mondo figli più liberi e più partecipi della società e ne sono venuti fuori figli al massimo della irresponsabilità e dell’egoismo sociale”.
Tanti sono gli esempi, concreti e documentati, che l’autore riporta con sottile ironia e che rendono il libro a volte divertente, altre volte amaro.
La polemica di Polito coinvolge anche le correnti di pensiero di cui si sono imbevuti gli ex sessantottini, perché, seppure in modi diversi, Freud, il marxismo, il darwinismo “hanno tolto dalle spalle del singolo il senso di responsabilità delle proprie azioni, attribuendo le colpe di tutto sempre a qualcun altro” (forze inconsce, società, leggi naturali).
Qual è allora la questione fondamentale che l’autore vuole portare alla luce?
Che è urgente rimettere al centro la persona, la sua responsabilità, la sua educazione. E che bisogna chiedersi: “Al di là dei condizionamenti economici e sociali, quanto conta la cultura, l’abito mentale, l’educazione che questi ragazzi hanno ricevuto?”
Polito pone direttamente ai padri la domanda: “Chi di noi padri, arrivato alla sua età, con la propria esperienza, può negare a se stesso la verità e cioè che è l’educazione il fattore cruciale per la riuscita di una comunità e, al suo interno, dei nostri ragazzi? E allora perché abbiamo completamente abdicato alla nostra funzione educativa per trasformarci in goffi sindacalisti dei nostri figli?”
Sarà molto interessante ascoltare ed eventualmente interrogare il giornalista. L’appuntamento è, dunque, per il 21 maggio, all’Hotel Flaminio, alle ore 21.15.
(Paola Campanini, Centro Culturale Città Ideale)

Quando

Dove

Personaggi