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Padova: Oltre lo statalismo, il potere dei senza potere

Presentazione del libro di Vaclav Havel

Venerdì 21 giugno, ore 21 nel centro congressi Padova “A. Luciani” si terrà incontro “Oltre lo statalismo, il potere dei senza potere”, a cura dell’Associazione culturale Antonio Rosmini di Padova. Verrà presentato il libro di Vaclav Havel “Il potere dei senza potere”, recentemente rieditato.

Interverrà

Michele Rosboch, professore di storia del diritto italiano ed europeo all’Università degli Studi di Torino.

Perché rileggere oggi, a 35 anni di distanza, un testo scritto alla fine degli anni Settanta, in una situazione geopolitica diversissima dall’attuale, quando il blocco sovietico era ben saldo e l’autore un «dissidente» tenuto sotto stretto controllo dalla polizia? Eppure proprio nel contesto di crisi e di crisi di identità che da anni affligge l’Italia e l’Europa, sono opere come questa che sollecitano a interrogarsi sul rapporto tra l’uomo e la politica, tra l’«io» e il potere.

Václav Havel (Praga, 5 ottobre 1936 – Hrádeček, 18 dicembre 2011) è stato uno scrittore, drammaturgo e politico ceco. È stato l'ultimo presidente della Cecoslovacchia ed il primo presidente della Repubblica Ceca. In una delle opere che lo hanno reso celebre, Il potere dei senza potere (conosciuto in Italia grazie all'opera del Centro Studi Europa Orientale - CSEO - di Forlì), Havel ha brillantemente teorizzato il cosiddetto Post-totalitarismo, termine usato per descrivere il moderno ordine socio-politico che ha fatto sì che la gente potesse, per usare le sue parole, "vivere all'interno di una menzogna".

Descrivendo un sistema post-totalitario, in cui l’«io» sembrerebbe condannato all’irrilevanza, sorprendentemente Havel ne fa invece il perno e il protagonista della vita pubblica perché «tutti coloro che vivono nella menzogna ad ogni momento possono essere folgorati dalla forza della verità» con esiti imprevedibili sul piano sociale: «nessuno sa quando una qualsiasi palla di neve può provocare una valanga».

La vita stessa di Havel mostra che un «io» non de-moralizzato, cioè non rassegnato alla menzogna, può diventare attore della trasformazione della storia di un Paese e dell’intera Europa: «Solo con una vita migliore si può costruire anche un sistema migliore».

In appendice sono proposti al lettore altri scritti di Havel: il primo storico discorso di Capodanno (1990); il discorso dedicato «alla speranza e alla morte» tenuto a Hiroshima nel 1995, così personale e così poco di circostanza; il discorso pronunciato a Parigi il 22 ottobre 2009, sul mistero della storia e le sorti del mondo; e infine alcuni brani dall’ultimo colloquio, per Havel così faticoso, registrato con il cardinal Duka nel novembre 2011 per la Televisione ceca, a meno di un mese dalla morte.
(Eugenio Andreatta)

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