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Cremona: Bianca come il latte rossa come il sangue

Proiezione del film di Giacomo Campiotti

Il Centro culturale S. Omobono ha collaborato alla scelta delle proiezioni del cineforum "Arena Giardino" in programma da Giugno a Settembre 2013 a Cremona.

Tra i film proposti viene segnalato:

Bianca come il latte rossa come il sangue (regia di Giacomo Campiotti, Italia 2013)

Adattamento cinematografico del romanzo di Alessandro D’Avenia. Protagonista del film è Leo, un simpatico sedicenne come tanti. La sua vita cambia quando, dopo mille esitazioni, si decide a dichiararsi alla bellissima Beatrice, una ragazza più grande della scuola. È a questo punto che la vita di Leo cambia perché, con sgomento, il ragazzo scopre che la sua amata soffre di leucemia. La realtà, in tutta la sua durezza, entra nella vita del ragazzo, che fino ad allora aveva vissuto nella più completa spensieratezza. Delle
due risposte possibili, se chiudersi a riccio ritenendosi in credito con la vita oppure aprirsi al reale, accettando che la crescita verso l’età adulta passi anche attraverso il dolore, Leo sceglierà prima l’una e poi l’altra. Sarà aiutato in questo passaggio dalla stessa ragazza
da sogno proibito diventa una vera Beatrice dantesca e da un professore, un supplente d’italiano. L’educazione diventa protagonista di un risveglio e si sostanzia come un’introduzione profonda alla realtà.
È una vera sorpresa che un film italiano riesca a raccontare questa storia senza improvvisi rovesci sentimentalisti o cadute nel cinismo. Giacomo Campiotti, attivo negli ultimi anni soprattutto in televisione (la sua ultima regia cinematografica, Mai più come prima,
risale al 2005) ha spiegato di aver girato il film “ad altezza di ragazzo”, assecondando anche nella fotografia e nella composizione delle inquadrature le idealizzazioni, gli schematismi e i bruschi cambi di umore tipici Amore e dolore ai tempi del liceo.
dell’adolescenza (scelta simile alla scrittura mimetica del romanzo, in cui D’Avenia simula il linguaggio e le esagerazioni del diario di un sedicenne). Il risultato del mescolarsi di queste diverse sensibilità è un film atipico e originale che stupisce per la freschezza e
la sincerità. Una vera boccata d’ossigeno nel panorama del cinema nazionale, per il ritratto che sa fare dell’adolescenza: un ritratto finalmente aperto alla speranza – che non nega l’ipotesi religiosa – e spogliato dei pesanti luoghi comuni a cui per anni ci ha abituato certa pessima narrativa.
Un film pensato per gli adolescenti, senz’altro, ma che non mancherà di conquistare gli adulti.
(Sentieri del cinema)

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