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Roma: To the wonder

Proiezione del film di Terrence Malick

Il Centro Culturale di Roma presenta il Cineforum dal titolo "Visti da vicino". Perchè il cinema possa diventare un'occasione inattesa di conoscenza, un'esperienza nella quale lasciarsi provocare da momenti di verità e bellezza sinceri e interrogativi disarmanti. Un lunedì al mese.
Questo mese viene proposto il film To the wonder di Terrence Malick.
(Centro Culturale di Roma)

Verrà inoltre proiettato in anteprima un footage di NOAH, il nuovo film di Darren Aronofsky,
kolossal in uscita in Italia ad aprile 2014, con Russel Crowe nei panni del patriarca biblico,
Emma Watson, Jennifer Connelly e Anthony Hopkins.

Recensione a cura de Sentieri del cinema
Un uomo e una donna si innamorano, e la meraviglia – da cui il titolo – del loro amore sembra rispecchiarsi nella bellezza del paesaggio francese, di una cattedrale, di tutto ciò che è attorno a loro. Poi la quotidianità, in America, e quell’amore si trasforma in pretesa, tensioni, incomprensioni, distanza. Allora l’uomo si riavvicina a un’altra donna, nell’illusione che da solo possa tenere viva quella bellezza, quell’amore. E poi ancora un’altra ferita, un’altra delusione, un altro rancore. E dopo, un nuovo tentativo. In parallelo a quest’uomo che non sa amare le donne (lo impersona Ben Affleck, regista-attore che ritroviamo dopo Argo ma in un ruolo ancor più misurato e trattenuto, senza vezzi da star), un sacerdote in crisi con la sua fede: ha le parole, le conosce tutte, ma risuonano vuote e false, non ne fa esperienza. Può la realtà, e le persone attorno a lui, tornare a essere una fonte di stupore? Può quell’Amore che lo ha conquistato rifarsi Presenza davanti a lui?
Dopo l’eccezionale poema di The Tree of Life, con To The Wonder il grande regista Terrence Malick prosegue in un percorso personalissimo, in cui riecheggiano i temi della Natura (qui incarnata dalla passione travolgente) e della Grazia. Se nel precedente film, un vero capolavoro epocale, c’era una dolorosa riscoperta del rapporto con il Creatore (e chissà quanto autobiografica, a considerare il percorso disegnato dalla sua filmografia) attraverso il recupero di quanto aveva segnato la sua vita fin dall’infanzia, stavolta ci sono due storie parallele destinate a incontrarsi. Colpisce in particolare la vicenda del sacerdote (interpretato da Javier Bardem), che invoca Cristo di farsi vedere. E che ci sorprende alla fine con una preghiera commovente, che segna un passo ulteriore di un cammino di conversione. Malick è regista che chiede molto al pubblico: chi cerca un film “facile”, vada altrove. Ma a chi accetta la sua proposta, regala gemme di bellezza (visivamente il film è splendido, ancora una volta) e di profondità umana quasi vertiginose. E a dispetto di un’accoglienza vergognosa all’ultima Mostra di Venezia, e pur meno potente e “complessivo” di The Tree of Life, anche To the Wonder – che ha uno stile molto vicino al precedente film, fatto di ellissi e frasi spezzate in forma di pensieri e di flussi di immagini solo apparentemente slegate tra loro – è un’opera imperdibile per chi ha a cuore la verità dell’uomo, la verità di sé. Come ha scritto il grande critico Roger Ebert nella sua ultima recensione prima di morire, con To the Wonder – storia di uomini e donne del nostro tempo, eppure anche universale – Malick nella sua osservazione dell’uomo arriva nel profondo, fino all’anima “nel momento del bisogno”.
(Antonio Autieri, Sentieri del cinema)

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