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Cernusco S. N.: Dialogo sull'educazione

Con Antonio Polito e Mario Dupuis

"L’esatto contrario della celebre lezione di Steve Jobs. Il geniale fondatore di Apple stimolava i giovani a restare «affamati e folli», i padri di oggi li educano invece a sentirsi sazi e a essere conformisti. È la tesi di «Contro i papà. Come noi italiani abbiamo rovinato i nostri figli», il libro di Antonio Polito edito da Rizzoli. Il brano che segue è tratto dall’introduzione. Questo è un libro contro i padri. Non contro i padri che abbiamo avuto, ma contro i papà (e i papi e i papini e i paponi) che siamo stati e siamo. I padri che abbiamo avuto, come il mio, hanno fatto il loro. Non che ci fossero molto, né che noi gli abbiamo permesso di esserci tanto, nelle nostre vite: non disponevano di tutto il tempo libero di cui disponiamo noi, all’epoca loro il pane era nero e la fatica era tanta. Non dico dunque che ci aiutarono con il loro esempio, con i loro consigli, con la loro guida, tranne rari ed encomiabili casi. Ma si prestarono a fare ciò che da mondo è mondo un padre deve fare: opporsi al figlio. Diventarne la controparte. Incarnare uno stile di vita diverso. Impersonare il passato. Consentire che il figlio gli si rivolti contro, e così facendo conquisti la sua emancipazione. Perché se non hai un padre da cui allontanarti, non c’è modo di avvicinarti all’età adulta e al futuro. Io me ne sono accorto perfino fisicamente quando mio padre se n’è andato: era stato proprio sfidando la sua autorità morale, ribellandomi a quel costante richiamo al senso del dovere ora scomparso insieme con lui, che ho costruito l’individuo che sono. Per questo è così doloroso perdere i padri, per questo dopo ci sentiamo così soli. (Dall'introduzione del libro "Contro i papà" di Antonio Polito,Rizzoli, 2013). Il Centro Culturale J. H. Newman di Cernusco sul Naviglio propone un dialogo sull'educazione a partire dal libro di Antonio Polito.

Interverranno

Antonio Polito, autore del libro, editorialista e giornalista del Corriere della Sera
Mario Dupuis, presidente dell'Opera Cà Edimar per l'accoglienza e recupero dei minori in difficoltà

“Contro i papà” . Con Polito e Dupuis dialogo sull’educazione.
L’auditorium “Maggioni” offriva il colpo d’occhio delle grandi serate. Esame di maturità per il Centro Culturale “J. H. Newman” al suo quarto anno di attività. Da molti mesi, con la collaborazione di altri cinque Centri culturali della Martesana/Est milanese, dell’Istituto “L’Aurora” e del sito www.culturacattolica.it, ferveva il cantiere per proporre a Cernusco una serata sulla condizione giovanile e sul problema educativo. Già l’ampio ventaglio dei soggetti in gioco era uno dei motivi dell’eccezionalità dell’evento, come ha ben sintetizzato il Rettore dell’Aurora Prof. Rosario Mazzeo, aprendo l’incontro. Anche l’Amministrazione comunale, consapevole dell’importanza del tema ha concesso il patrocinio ed era presente con l’Assessore all’Educazione, Culture e Lavoro, Prof.ssa Rita Zecchini. In secondo luogo vi era la straordinarietà dei relatori: lo scrittore ed editorialista del “Corriere della sera”, Antonio Polito, e il fondatore di Ca’ Edimar di Padova, struttura educativa e professionale che si occupa dell’aiuto a ragazzi in difficoltà, Mario Dupuis. In terzo luogo si collocava la ricchezza di spunti del recente libro di Polito: “Contro i papà” che ha fornito esca al dibattito. Nel suo intervento, Polito ha ripreso una serie di dati e di riflessioni presenti nel libro (che ha suscitato in Italia un interesse sorprendente, veicolato dall’Associazione Italiana Centri Culturali attraverso una miriade di incontri). Anzitutto, questo non è un libro “contro i padri”, bensì contro quelle caricature della figura paterna, i papini o paponi, che abdicano al proprio compito educativo per diventare i fratelloni o i difensori d’ufficio dei propri figli, e cercano di sostituirsi a loro per evitare che affrontino in prima persona le difficoltà della vita. Forse per la prima volta un genitore “sessantottino” ha criticato la degenerazione sul piano educativo del movimento di contestazione, che ha finito per provocare “una ribellione ai padri e una obbedienza ai figli”. Tutte le recenti polemiche intrafamigliari, dai “bamboccioni” ai “chooser”, sono state rievocate in un quadro ricchissimo di confronti con altri paesi del mondo. Polito ha rivendicato il carattere “politico” nel senso nobile del termine, della propria opera: un tentativo di capire, sul piano culturale e dei comportamenti vissuti, perché siamo arrivati fin qui. Ma come ripartire? E’ toccato a Mario Dupuis dettagliare, a partire dalla propria esperienza come educatore di frontiera, le condizioni per affrontare l’emergenza educativa in cui ci troviamo. Dupuis ha posto il fuoco sulla figura dell’adulto, indispensabile fulcro dell’educazione; ha dapprima evidenziato l’origine della crisi attuale nella paura della libertà del figlio, del male che può farsi sbagliando e inconsciamente anche del dolore che questo può portare al genitore stesso. Ha poi chiarito che l’adulto è autorevole se non perde la certezza del destino buono del giovane ed è disposto a prendere su di sé il dolore del figlio, perché capace di fargli compagnia dando ragioni e non imponendo, senza sostituirsi e senza eclissarsi; perché infine disponibile a lasciarsi ancora educare, ad essere a suo volta figlio. I numerosi interventi hanno poi affrontato temi particolari, come la correzione e il castigo, la dialettica pazienza/tempestività dell’azione, il continuo cammino dinamico chiesto all’adulto educatore, che deve privilegiare la continuità e l’essenzialità del rapporto e la valorizzazione del buono che c’è nel giovane. Una bella occasione offerta a tutti per non lasciar cadere il dibattito e la verifica sulla propria azione educativa.
(Enrico Leonardi)


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