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Eventi

Merano (Bz): Explorers

Incontro di inaugurazione mostra con Nicola Sabatini

L'Associazione Culturale Giorgio La Pira organizza la mostra "Explorer. alle periferie del Sistema Solare", realizzata dalla Fondazione Euresis, in occasione della manifestazione "Meeting per l'amicizia fra i popoli", anno 2014. Ricercare ciò che non si conosce è un tratto profondamente radicato nella natura umana. Sin dalla preistoria gli esseri umani hanno progressivamente espanso i confini del loro ambiente, spesso esponendosi a grandi rischi, alla ricerca di territori inesplorati. Gli antichi navigatori solcavano gli oceani alla scoperta di nuove terre e di mari sconosciuti. Anche in assenza di vantaggi prevedibili, l’esigenza di esplorare il mondo è stata sempre viva, motivata da una segreta attrattiva per tutto ciò che esiste. Il nostro innato bisogno di novità rappresenta una continua sollecitazione ad “andare oltre”, a essere aperti all'incontro con l’inaspettato, con lo sconosciuto, con “l’altro” – sia questo un’altra persona, un continente ignoto, un nuovo pianeta. Gli esploratori di ogni tipo sono sostenuti dall'intuizione che quella realtà che tentano di scoprire, benché ancora ignota, avrà in qualche modo un significato per noi, ci svelerà qualcosa a riguardo del nostro posto nel mondo, delle nostre origini, del nostro destino. La necessità ancestrale dell’uomo di navigare verso ciò che è misterioso, espressa dalla letteratura e dall'arte di ogni cultura, non ha portato solamente a una grande espansione della nostra conoscenza del mondo, ma anche a una più profonda consapevolezza di noi stessi.
Nell'era contemporanea, l’impresa scientifica nel suo insieme rappresenta una formidabile forma di esplorazione che ci permette di estendere la conoscenza del mondo fisico fino a confini mai raggiunti prima d’ora. Ma esiste una ben precisa forma di ricerca che incarna in termini moderni la medesima avventura degli antichi navigatori: l’esplorazione spaziale. In questo caso, infatti, non realizziamo esperimenti nel nostro laboratorio, né siamo semplici osservatori “passivi” dell’universo intorno a noi, bensì viaggiamo nell’"oceano cosmico” lanciando navicelle spaziali (con a bordo astronauti o, più spesso, solo sofisticate apparecchiature) per studiare in-situ altri mondi e interagire direttamente con ambienti extraterrestri.

Interviene
Nicola Sabatini, curatore della Mostra

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