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Forlì: Un itinerario nella Forlì dantesca

"Dante - Tota la cumegia 2016-2021"

Il Centro Culturale "La Bottega dell'Orefice" è tra i promotori dell'evento "Dante - Tota la cumegia 2016-2021" che prevede la visita guidata"Un itinerario nella Forlì dantesca".
Tra quattro anni, nel 2021, ricorrerà il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, un anniversario che porterà in Romagna dall’Italia e dal resto del mondo un gran numero di turisti interessati a ripercorrere le tappe della vita del Sommo Poeta. La Romagna fu fonte di grande ispirazione per Dante che più volte descrisse i paesaggi, i campi e la generosità delle nostre terre anche nella Commedia. I romagnoli poi nel poema sono secondi come presenza solo ai toscani, anche se a nessuno dei nostri conterranei il poeta concesse di trovar posto in Paradiso.
Chi prende in considerazione la vita di Dante spesso tende a sottovalutare il rapporto strettissimo che l’Alighieri ebbe con Forlì, la prima città in cui trovò rifugio e accoglienza dopo la cacciata da Firenze. Fu qui, infatti, che, nel 1302, il Sommo Poeta fu ospite della famiglia Ordelaffi.
Da qui, insieme a Scarpetta, capo del partito ghibellino e signore di Forlì, organizzò un tentativo di rientro a Firenze. L’impresa non ebbe però esito felice poiché il podestà fiorentino, Fulcieri da Calboli, anch’egli forlivese e nemico degli Ordelaffi, riuscì ad avere la meglio nella battaglia di Castel Pulciano. La successiva sconfitta dei guelfi bianchi e dei ghibellini sancì definitivamente l’impossibilità per Dante di fare ritorno in patria.
Fu così che, con ogni probabilità, il “Ghibellin fuggiasco” iniziò proprio a Forlì a comporre i primi versi di quello che è divenuto uno dei più grandi poemi della storia dell’intera letteratura mondiale.
Forlì si impone quindi di diritto all’attenzione generale per essere considerata città dantesca a tutti gli effetti e le tante indicazioni e riferimenti presenti nella Divina Commedia consentono di proporre un itinerario dantesco all’interno del centro cittadino molto importante, sia per valenza storica sia per rimandi letterari.
Il percorso forlivese sulle tracce del Sommo Poeta parte da Porta Schiavonia,
dove Dante giunse, come uno dei tanti esuli che provenivano dalla Toscana, attraverso la strada che collega tuttora Forlì a Firenze e percorre la vallata dell’Acquacheta (il fiume Montone). Da Schiavonia l’itinerario prosegue verso il centro della città, facendo tappa alla Chiesa della SS Trinità, passando di fronte allo storico Palazzo Paulucci di Calboli e a Palazzo Albicini, costruito sull’area dove, ai tempi di Dante, sorgeva la “Caxa Granda” degli Ordelaffi, sotto le cui “branche verdi” Forlì si ritrovava. Da qui, lambendo la Cattedrale di Santa Croce o Duomo,
si giunge alla piazza, teatro del “sanguinoso mucchio” cantato nel Canto XXVII dell’Inferno, dove svetta il campanile dell’Abbazia di San Mercuriale.
Durante il percorso verranno citati alcuni dei personaggi storici con cui il Poeta ebbe a che fare nel corso dei suoi soggiorni forlivesi, tra questi Pellegrino Laziosi, non ancora santo, coetaneo del Sommo Poeta, poiché nato a Forlì, anch’egli nel 1265. Al termine del percorso verrà offerta a tutti i partecipanti una degustazione di vini della Cantina vinicola Poderi dal Nespoli.

Scarica la locandina comn il programma

Per informazioni 349 373 7026 – 392 448 8070
La partecipazione è libera e gratuita.
In caso di pioggia l’evento sarà rinviato a data da destinarsi

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