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Eventi

Magenta (Mi): Russia 1917. La rivoluzione che ha cambiato il mondo

Incontro con Adriano Dell'Asta

Il Centro Culturale "Don Cesare Tragella" è tra gli organizzatori della presentazione della mostra presentata al Meeting di Rimini lo scorso agosto, dedicata alla Rivoluzione Russa in occasione del suo centenario dal titolo "Russia 1917. Il sogno infranto di un “mondo mai visto” che sarà esposta a Magenta (Mi) dal 3 al 10 dicembre 2017.

Cronaca dell'incontro
"Russia 1917: la Rivoluzione che ha cambiato il mondo. Per comprendere una svolta epocale" è il titolo dell'incontro di presentazione della mostra omonima, organizzato a Magenta (Mi), dal Centro Culturale “Don Cesare Tragella” lo scorso lunedì 6 novembre. Il prof. Adriano Dell'Asta, docente dell'Università Cattolica e curatore della mostra presentata allo scorso Meeting per l’Amicizia fra i Popoli a Rimini, ha voluto subito chiarire la valenza positiva della mostra, che vuole essere una testimonianza dei fatti e degli antefatti della Rivoluzione Russa attraverso la rilettura che ne hanno fatto autori marxisti che l’hanno vissuta dall’interno. All’inizio, una veloce analisi delle cause che hanno portato alla rivoluzione, con alcuni falsi miti da sfatare: la supposta ma inesistente arretratezza economica, l’incapacità dei russi di vivere la democrazia, il complotto delle potenze occidentali. Tutte fantasie, create per non dover affrontare le vere ragioni che chiamano in causa un vuoto di senso presente nella società civile di allora, una mancanza di forza spirituale nella persona che rappresenta ancora oggi il rischio nella libertà personale. Per tutti noi. Ed ecco allora una serie di concause che possono ricordare, in maniera impressionante, la nostra situazione odierna: un terrorismo tanto spietato quanto privo di ragioni; l’incapacità della società civile di dare un giudizio sui fatti; uno Stato ormai delegittimato ed una Chiesa ridotta a dicastero dello Stato stesso; la Duma stessa che invece di rappresentare una possibilità di nuovo dibattito viene subito delegittimata (e con essa i rivoluzionari moderati che la compongono) dai continui scioglimenti dello Zar, che a sua volta vede comunque indebolito -da questa concessione- il suo potere conservatore. Infine, su tutto questo, cala la tragedia della guerra. E’ a questo punto che i bolscevichi trovano una situazione di vuoto reale e morale, adatta ad affermare il marxismo ed il nichilismo che ne è alla radice, e conquistano il potere. Ma per confermarlo e mantenerlo è necessario perpetuare questa negazione della realtà, eliminandone la creazione, cioè Dio. A questo punto sarà possibile creare l’uomo nuovo, privandolo per legge dei suoi legami naturali: ed è a questo che mirano i primissimi provvedimenti di Lenin. Gli autori che vengono riletti in questa mostra scoprono, in un percorso dal marxismo alla riscoperta del Cristianesimo, una nuova realtà. Come? Ritrovando Cristo non come un valore ma proprio come realtà. La fede risiede in Cristo fatto carne e non nelle sue idee. Cristo che si rende incontrabile nella Chiesa che infatti, proprio nel 1917 durante la Rivoluzione, risorge e proclama un Concilio dandosi un nuovo Patriarca. Il percorso presentato dal Prof. Dell’Asta rende evidente l’importanza della mostra per noi, oggi: è ancora vivo infatti il tentativo di creare l’uomo nuovo, tenendo i buoni valori della nostra società ma cancellandone l’origine, che li ha resi possibili. Conoscere le vicende della Rivoluzione Russa aiuta a invece a capire come l’uomo non si possa fare da sé e che le risposte alle nostre domande sono da cercare in un Altro.




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