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La questione

Le poesie di Karol Wojtyla a Paderno Dugnano

Incredibile e sorprendente vedere come a distanza di molti anni la figura Giovanni Paolo II - uomo e santo - e le sue poesie siano riusciti a coinvolgere e mobilitare ancora tanta gente e di ogni età.
Venerdì 10 Maggio, la hall della nuova Clinica San Carlo di Paderno Dugnano , dove si è svolto "Esperienza del Divino e dell'Amore" Letture di poesie di Karol Wojtyla, evento in prima nazionale, organizzato dall'Associazione Il Portico di Salomone per celebrare i 5 anni dalla canonizzazione di Giovanni Paolo II, era gremita all'inverosimile. Architettura, poesia e musica si sono fuse con armonia in un unico ambiente “coinvolgente”.
La scenografia aveva come sfondo, sapientemente illuminato, la facciata della cappella dell’ospedale e il grande crocefisso in legno intarsiato che campeggia negli ampi spazi della avveniristica architettura della nuova clinica.
Una straordinaria e coinvolgente interpretazione di Andrea Carabelli, attore e regista di importanti eventi e spettacoli teatrali, ha aiutato per quasi un’ora tutti i presenti convenuti a seguire il percorso di poesie di Karol Wojtyla curate da Giampiero Pizzol - tra i fondatori dello storico ensamble del Teatro dell'Arca. Prologo il Magnificat (1939), poi poesie da Canto del Dio nascosto (1944) e altre del 1978 sulla Veronica e la sua inquietudine; il Pavimento, da Pietre di luce (1962); fino al finale con “La speranza va oltre la vita”.
Ogni capitolo del percorso era accompagnato e completato da musiche di Chopin e Schubert eseguite dalla pianista Angela Lazzaroni. Una vera espressione di “bellezza” la serata, in questo periodo di smarrimento in cui tutto è “gridato”. Una serata che ha aiutato i presenti ad aprirsi per accogliere ogni spunto di positività. Prolungati e caldi gli applausi alla fine della serata.
Soddisfatti gli organizzatori della serata che con il loro Presidente Gianluigi Valerin hanno voluto concludere con queste parole: “Il nostro desiderio è che da una serata come quella di stasera ciascuno possa aver ascoltato anche solo una frase, una sola parola capace di ridare vigore al nostro cammino e per renderci più coscienti della bellezza dell’esperienza umana che stiamo vivendo”.