Palermo: La bellezza disarmata
Comunione e Liberazione in collaborazione con Rizzoli e il Centro Culturale “Il Sentiero” ha organizzato la presentazione del libro di Julián Carrón, “La bellezza disarmata” (Rizzoli, 2015).
Sono intervenuti
Gianfranco Matarazzo SJ, provinciale dei Gesuiti di Italia e Albania
Roberto Lagalla, rettore dell’Università di Palermo
Julián Carrón, autore e presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione
ha coordinato
Salvatore Taormina, responsabile diocesano della Fraternità di Comunione e Liberazione
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Cronaca dell’incontro:
“La «perturbazione» che porta speranza” di Viera Catalfamo (da Tracce.it, 15/10/2015)
Dobbiamo cominciare dal titolo. Perché da lì sono partiti tutti: i relatori, ma anche gli studenti di Gs e del Clu, che hanno incontrato don Julián Carrón prima della presentazione. Si parte dalla bellezza disarmata di un uomo di 65 anni che arriva di corsa dall’aeroporto di Palermo ed entra nella saletta riservata ai ragazzi con un sorriso impressionante. Chiede come stanno, li ascolta. Tanti si lamentano della situazione dei giovani, ma lui sta lì e li guarda, perché «se guardiamo le cose come stanno le vediamo diversamente». La stessa bellezza disarmata si affaccia nelle parole di uno di quei ragazzi, la cui vita è segnata da difficoltà, che dice: «Io voglio ringraziarti perché con il movimento la mia vita è meravigliosa!». La sua affermazione fa pensare che sappia bene di cosa sta parlando e, soprattutto, che nella realtà c’è veramente qualcosa di imprevedibile ed eccezionalmente corrispondente.
Il tempo è breve. Inizia la presentazione. Siamo nello splendido auditorium barocco del SS. Salvatore, nel centralissimo corso Vittorio Emanuele. La sala è gremita, c’è gente in piedi. È il segno di un’attrattiva, nota Salvatore Taormina, responsabile diocesano della Fraternità di CL, che coordina la presentazione. Qualcosa ha spinto ciascuna di quelle seicento persone fino a lì: molti del movimento, altri no; molti cristiani, alcuni no. Perché il punto è che, come dice nella sua introduzione Taormina, «la sfida è per tutti». Come affermava Mario Vargas Llosa in occasione del recente conferimento da parte dell’università di Palermo della laurea honoris causa, ci sono ragioni infinite per il conflitto tra l’uomo e il mondo. Qual è la natura di questo conflitto? E, ultimamente, la realtà è amica o nemica? Con queste domande ciascuno si paragona fin dai banchi di scuola. Carrón si è chiesto, in occasione delle stragi di Parigi: «C’è qualcosa che risponde a tutto questo? Noi cristiani crediamo ancora nel fascino vincente della bellezza disarmata di Cristo?». La strada da percorrere è la personalizzazione della fede: evidente nella vicenda normalissima ed eccezionale del beato padre Pino Puglisi. Il suo sorriso, al killer che gli sparava, è stato un principio di novità innanzitutto nella vita dell’assassino e poi per il mondo.
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