
«Il Natale è questo: Dio che entra nella storia non in modo astratto, ma concreto, non lontano, ma in mezzo alle strade degli uomini. Il presepe che ha attraversato la città ci ha ricordato che il Figlio di Dio non nasce ai margini della vita, ma dentro la vita reale, segnata dal traffico, dalle vetrine illuminate, dalle corse affannate, dalle preoccupazioni quotidiane. Dio non aspetta che il mondo sia pronto, ordinato, migliore, nasce mentre il mondo continua a girare. E nasce povero, fragile, affidato alle mani di Maria e Giuseppe e chiede soltanto di essere accolto. Il presepe vivente portato tra la gente è stato una testimonianza coraggiosa: dire che Gesù nasce oggi, in mezzo a noi, anche quando non ce ne accorgiamo e siamo distratti. E siamo giunti qui in cattedrale, lo spazio in cui il Mistero si riconosce, si contempla e si affida alla nostra responsabilità. Il Bambino deposto nella mangiatoia non è una scena da guardare ma una vita da accogliere, non è un fatto del passato, ma una presenza che chiede di cambiare il presente. Dio si è fatto piccolo perché nessuno avesse paura di Lui, si è fatto povero, vicino, e a noi chiede di diventare segni di questa vicinanza, nelle famiglie, nelle relazioni, nella città. Avete portato il Vangelo per le strade, dove anche in mezzo al rumore Dio continua a nascere.»
Così alla fine della sacra rappresentazione il vescovo di Casale si è rivolto ai partecipanti al presepe vivente, interpretando bene l’intento degli organizzatori: il Centro culturale Alberto Gai, promotore dell’iniziativa, a cui si sono affiancati La Fabbrica di Santa Caterina, il coro della Parrocchia dello Spirito Santo e il coro dell’Unità pastorale Sant’Evasio, nonché la Città di Casale Monferrato che ha patrocinato e sostenuto l’evento.
Dopo la scena dell’Annunciazione e del Sogno di Giuseppe rappresentati nella chiesa di Santa Caterina, il corteo dei figuranti, preceduto dallo zampognaro, ha fatto tappa in piazza Castello dove i centurioni romani hanno proclamato il censimento dando il via al cammino di Maria e Giuseppe verso Betlemme. Tra le bancarelle di via Saffi si è svolta la scena della locanda in cui Giuseppe e Maria non hanno trovato ospitalità, mentre dalla stella cometa posizionata in piazza Mazzini è iniziato il percorso dei Re Magi. Punto d’arrivo è stata la cattedrale, con la rappresentazione della Natività.
Nella capanna di Betlemme Dio accoglie chiunque gli si avvicini, accetta i doni che ognuno può offrire e ne fa qualcosa di più grande; così dalla messa in comune di talenti diversi, di associazioni diverse, di tante persone che hanno dedicato il loro impegno, anche quest’anno è nato qualcosa che è più della somma dei talenti.
Il Centro culturale Alberto Gai di Casale Monferrato
