Ancona: Il bello si può ancora raccontare?

Dialogo con Alessandra Stoppa


Il Centro Culturale “Miguel Manara” ha organizzato l’incontro dal titolo ” Il bello si può ancora raccontare?”, il mondo della rivista internazionale Tracce. Dialogo con Alessandra Stoppa, giornalista.

Cronaca dell’incontro
Sabato 20 gennaio ad Ancona, nella bella sala del Ridotto delle Muse, al centro della città, si è svolto un dialogo intenso con Alessandra Stoppa e Paolo Perego, giornalisti della rivista internazionale Tracce. Un padre ottantenne, dedito a Tv e rotocalchi, dopo aver letto Tracce reagisce stupito: nessuno scrive queste cose! Carla Silenzi, del Centro Culturale Miguel Manara, introduce raccontando questo episodio e le domande che ha trattenuto: che cosa c’è dentro questo giornale? E da dove nasce?
Il dialogo parte dalla domanda-titolo dell’incontro “Il bello si può ancora raccontare?”
Paolo Perego parla così di come per lui tutto è cominciato, ricordando alcuni episodi vissuti in prima persona, dal terremoto all’Aquila ad un’ intervista ad un malato di Sla. “Il bello – dice – per raccontarlo bisogna vederlo”; e aggiunge: “Cos’è questa bellezza che si va a vedere? Questa bellezza non è un lieto fine, non è qualcosa che si salva pur dentro tutte le brutture. La bellezza che vado a vedere è un umano che si risveglia. L’umano tiene dentro tutto, non necessariamente le cose per essere belle devono finire bene.
Raccontare questo bello come si fa? La tecnica non basta, occorre che le cose ti colpiscano e che tu possa raccontarle a qualcuno cui vuoi bene, come un bimbo che va da suo padre a dirgli cosa di bello ha fatto nella giornata”.
Alessandra Stoppa prosegue il dialogo e risponde alla domanda del titolo: “Si! Il bello si può raccontare, perché c’e! Tutto si gioca sulla forza della realtà. Di questo “bello” cosi fragile, in mezzo a tanta realtà confusa, complessa, la gente non si accorge – perché oggi fa più notizia quello che tutti vedono, ma che non trasforma le cose.” Riferendosi poi a un suo reportage su alcune persone conosciute nella foresta Amazzonica, aggiunge: “Quando un uomo, in mezzo alla selva amazzonica ad un certo punto della sua vita, prendendo coscienza della sua esistenza e della bellezza della natura che lo circonda, si domanda “chi sono io?”, questa presa di coscienza di se’ diventa la notizia più grande che ha la forza di cambiare la vita e quindi la storia”.
Raccontando poi del suo lavoro in redazione, aggiunge: “Nel precedente lavoro a un quotidiano nazionale, alle riunioni di redazione, prima di scrivere gli articoli, ci chiedevamo: “cosa diciamo su questo fatto o su quest’altro?”. Invece a Tracce la domanda che ci facciamo è :”Cosa questi fatti dicono a noi, come ci provocano?”. Sembra poco, ma la differenza di metodo è enorme. Occorre imparare a guardare”.
Sono seguite poi tante domande, in particolare di giovani sul tema dell’alternanza scuola-lavoro e su come vedere questo “bello” in tutto e non perderlo.
Era presente all’incontro l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Ancona, Emma Capogrossi, che al termine è venuta a ringraziare commossa dicendo : “Ho bisogno di ascoltare queste cose, mi fanno sentire meno sola”. Era inoltre presente il presidente della società Estra Prometeo, Marco Gnocchini.
Le domande ci sono. Il bello c’e. A noi desiderare di scoprirlo.
(Centro Culturale Miguel Manara)



Data

Sabato 20 Gennaio 2018 ore 18:00

Luogo

Ridotto delle Muse, Ancona