La questione

La banalità del male

29 Gennaio 2026
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Nel giorno della Memoria, lo spettacolo teatrale di e con Paola Bigatto “La banalità del male” – promosso dal Centro Culturale Cara Beltà in collaborazione con Il Comune di Cinisello Balsamo, andato in scena all’Auditorium del Pertini – è stato spunto di grande riflessione e occasione di confronto per il pubblico intervenuto.

Il testo è una riduzione del saggio omonimo di Hannah Arendt, in cui si parla del processo ad Otto Adolf Eichmann, generale nazista responsabile del trasporto degli ebrei verso i campi di stermino, processato e giustiziato dal tribunale di Israele nel 1962.

Hannah Arendt è una delle personalità più importanti del dopoguerra che, a causa delle sue origini ebraiche, ha trovato rifugio in America. Qui si è dedicata agli studi di filosofia, alla scrittura e all’insegnamento all’università di Chicago.

Paola Bigatto ha impostato il racconto dello spettacolo come una lezione di filosofia politica della Arendt. La figura di Eichmann viene ricostruita puntualmente nei tratti biografici e caratteriali, così come le fasi del processo; e quello che colpisce profondamente è l’ordinarietà di questo piccolo burocrate: un uomo perfettamente equilibrato che asseriva di aver semplicemente obbedito agli ordini.

Ci si trova di fronte ad un individuo comune, che ha compiuto un male così atroce semplicemente svolgendo il lavoro richiestogli, in cui è assente qualsiasi idea, opinione o senso morale delle proprie azioni.
In questo la Arendt ravvisa la banalità del male, che può essere compiuto da uomini normali e insignificanti, non necessariamente da efferati criminali. Il male assoluto, che proprio Eichmann incarnava per il mondo intero, le appariva “banale”, ossia privo di profondità di pensiero e, per questo, ancor più pericoloso.

Di contro non sono mancati gli esempi positivi come il re della Danimarca Cristiano X, che difese la comunità ebraica opponendosi attivamente alle leggi razziali, e Anton Schmid, il soldato austriaco della Wehrmacht, che aiutò attivamente gli ebrei e fu giustiziato dai nazisti per le sue azioni.

Paola Bigatto, attrice e drammaturga costruisce uno spettacolo che è un appassionato invito alla responsabilità personale, al pensiero, alla riflessione, al confronto, alla capacità di giudizio e alla formazione di una coscienza etica, come antidoto alla banalità del male.

(Centro culturale Cara Beltà di Cinisello Balsamo)


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