La questione

Un messaggio per noi dai martiri d’Algeria

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La mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria” sta facendo il giro del mondo. Tutti ebbero in comune la volontà di restare. Perché?

Rimini, New York, Parigi, Milano, Roma, presto Lourdes, Oxford, Madrid, Buenos Aires: è già lungo il viaggio della mostra dedicata ai 19 martiri d’Algeria, proposta in occasione dell’ultimo Meeting e promossa da Fondazione Oasis e da Libreria Editrice Vaticana. Una mostra diventata quasi virale tanto da attirare l’attenzione del Corriere della Sera che ha dedicato due pagine alla vicenda sull’inserto domenicale La Lettura. Per di più il prossimo mese di aprile il papa sarà in Algeria e la memoria dei 19 martiri è certamente una delle ragioni del suo viaggio

La vicenda – ma ormai è conoscenza diffusa anche grazie alla mostra – è quella che riguarda 19 tra monaci, suore, sacerdoti e un vescovo uccisi tra 1994 e 1996 dal terrorismo islamista durante la guerra civile in Algeria. È una storia drammatica, anche cruenta, come nel caso della morte per decapitazione dei sette monaci di Tibhirine; è una storia che racconta anche di un conflitto tra cristiani e islamici, per nulla cercato dagli uni e puramente strumentale per gli altri.

di Giuseppe Frangi, pubblicato il 19 Marzo 2026

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