Seveso: “Appartenere per Vivere”. Cineforum 2026
Il titolo del percorso provoca una serie di riflessioni e domande in un’epoca che invece esalta individualismo ed egocentrismo come affermazione di una libertà che non deve rendere conto a nessuno. L’appartenenza, in realtà, non deve essere intesa come una schiavitù o una dipendenza; appartenere, cioè sentirsi voluti e amati, è espressione della nostra vera natura umana e del nostro essere al mondo: l’essere umano si sente vivo quando sa che c’è qualcuno che l’aspetta, che lo vede e lo riconosce; al contrario l’affermazione di sé è una lotta per dimostrare il proprio valore o le proprie capacità che però non bastano a riempire il cuore.
L’antica domanda “Chi sono?” forse si compie davvero nell’altra domanda “Di chi sono?” La percezione della nostra esistenza avviene in relazione ad un altro, e la famiglia è la maggior testimone di questo. Le tre storie proposte, in modi diversi, riflettono questo bisogno di appartenenza ed hanno in comune la memoria e le radici che rivelano nei cuori di ogni personaggio la propria identità. Questa è frutto di una storia permeata da tanti volti e tante storie. Tenere viva la memoria fa riconoscere e conoscere se stessi perché riconosciuti e conosciuti da altro da sè.
L’antica domanda “Chi sono?” forse si compie davvero nell’altra domanda “Di chi sono?” La percezione della nostra esistenza avviene in relazione ad un altro, e la famiglia è la maggior testimone di questo. Le tre storie proposte, in modi diversi, riflettono questo bisogno di appartenenza ed hanno in comune la memoria e le radici che rivelano nei cuori di ogni personaggio la propria identità. Questa è frutto di una storia permeata da tanti volti e tante storie. Tenere viva la memoria fa riconoscere e conoscere se stessi perché riconosciuti e conosciuti da altro da sè.
Introdurrà la proiezione e guiderà la discussione Maurizio Giovagnoni, insegnante di arte e immagine, autore di testi di educazione visiva e video sull’immagine cinematografica.
