Milano: Amicizia, il tempo che separa e rivela
Amicizia: il tempo che separa e rivela
Testimonianza e confronto con le Lettere di Amicizia di Luigi Giussani e Angelo Majo
con S. E. Giovanni Paccosi, vescovo di S. Miniato
Eraldo Affinati, scrittore, fondatore delle Scuole Penny Wirton
coordina
Irene Elisei, giornalista Sky TG24
“Molteplici sono le forme dell’amicizia, vario il suo contenuto, ma una sola è la base, incrollabile: la certezza che l’amico non ti tradisce, che tu non lo tradirai. Splendida è pertanto l’amicizia in cui non è l’uomo a esser fatto per il sabato.
(Vasilij Grossman Vita e destino)
Ama veramente il suo amico colui che nel suo amico ama Dio
(S. Agostino)
Le grandi esigenze dell’umano bussano nel cuore delle persone, mentre tutto sembra più o meno funzionare -università, lavoro, carriera, certamente non senza battaglie e inciampi.
Il tema dell’amore, del rapporto affettivo, gli interessi e gli ideali. Sottotraccia di ciascuno di esse c’è il tema dell’amicizia, la possibilità che in un’amicizia, in un rapporto uno possa dire veramente quello che desidera, senza dover dimostrare, senza essere parte degli ‘eguali’, senza censura e vergogna.
L’amicizia è considerata impossibile, perché non esiste e se in parte esiste non dura di certo. Eppure è essa che fa nascere le cose, le imprese. Fa nascere un io.
In altre parole: la delusione e l’aspettativa ci sono perché tutte le cose sembrano avere una legge che le sostiene, mentre le leggi sociali tradiscono: tutto è per il bene? Il Centro Culturale è un luogo dove si può essere liberi di dire chi si è e perciò un luogo per riscoprire le cose più elementari e necessarie che bussano nella vita, come una sentinella, ritrovare le parole, riscontrare dove l’umano esiste e opera, per ritrovarlo tra le varie macerie dei fallimenti o sgombrare il campo da utopie che nascondono col loro rumore, per dire “quel che cerca il tuo cuore, c’è”.
Perciò tre incontri aperti a tutti. Tre testimonianze e racconti.
Il primo con chi incontra, impara e riflette: ci racconteranno per loro che cosa sono il rischio, se esiste l’amicizia, come la si riconosce nell’esistenza.
Il secondo il racconto su qualcosa che dura che rimane e perché c’entra la fede nei rapporti umani.
Il terzo sul guizzo di un piccolo e colto monaco inglese che in un Inghilterra lontana riunì attorno a se centinaia di amici e scrisse la riflessione più alta sull’amicizia dopo 1400 anni, dopo il mondo antico, quando Aristotele la consegnò al mondo.
