Cleofe Ferrrari espone a Milano

Maggio 5, 2016
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Delle sue opere afferma: «Per me dipingere è amare e abbracciare la realtà che mi circonda e mi accade, fissarne una traccia che diventi eterna, perché ogni volta che la guardi riaccada un incontro: un’emozione, un’esperienza». Lei è Cleofe Ferrari, pittrice emiliana ormai da tempo residente a Padova, e “Lo stupore nei luoghi dell’infinito” è il titolo della mostra che ha a tema Milano e i suoi luoghi: Duomo, Basiliche viste da scorci urbani, piazze e grattacieli. La mostra a Casa Testori, Largo Angelo Testori 13 – Novate Milanese (MI) sarà visitabile sino all’8 maggio 2016 con orari mar / ven: 10-18 sab /dom: 14-20

«Che Cleo Ferrari sia riuscita a unire la dote naturale del saper dipingere ad uno studio attento e approfondito, lo si capisce non solo dal richiamo all’impressionismo ma soprattutto dalla sua evoluzione espressionista che traspira dagli ultimi lavori di Monet, in particolare da quelli ben conosciuti delle cattedrali», scrive Grasso nel catalogo della mostra. «Dalle opere pittoriche di Cleo Ferrari si evince una grande capacità tecnica, dove però prevale in modo significativo il movente poetico». «Farsi conquistare da una sua opera», prosegue il critico, «è come immergersi quotidianamente in luoghi dove il paesaggio ha il sopravvento sulle umane vicende. Nulla di meglio che ammirare una sua opera pittorica per sentire la nostra anima diventare un tutt’uno con l’anima dei luoghi da lei visti e trasportati con maestria su tela».

«Cleofe, già familiare alle tecniche dell’acquerello e dei gessetti e successivamente al più tradizionale olio all’acrilico e all’encausto», aggiunge Emanuela Centis, architetto, «fin dall’inizio ha individuato la forma espressiva della sua personalità esuberante ed energica in uno stile espressionista materico e gestuale. Le prime opere sono di piccole dimensioni, vere e proprie finestre aperte sulla realtà, nelle quali l’artista esprime il suo amore attento a cogliere la ricchezza che contiene anche il particolare apparentemente modesto, quotidiano. Così racconta con forme e colori il suo incontro con i diversi luoghi che visita o frequenta: Assisi o Gerusalemme, ma anche la sua cara campagna padana e le marine dell’Adriatico. A Cleofe non interessa semplicemente descrivere la realtà che vede, ma desidera raccontare esperienze di incontro personale con luoghi e situazioni».

In contemporanea alla mostra della pittrice padovana a Casa Testori saranno presenti due sculture dal Sacro Monte di Varallo a titolo di omaggio a Giovanni Testori. L’evento, dal titolo “Arriva il gran teatro montano” è cominciato il 9 aprile e durerà fino all’8 maggio 2016. Una “trasferta” per molti versi straordinaria di due tra le più celebri sculture del Sacro Monte di Varallo a Casa Testori. L’aspetto inedito sta proprio nel vedere per una volta un pezzo di Sacro Monte fuori dal suo naturale contesto. Vederlo da vicino, potervi girare attorno, studiarlo… per i visitatori sarà un’esperienza destinata a sollecitare sguardi inediti, cortocircuiti imprevisti, davanti a questi corpi così audacemente agli antipodi l’uno dall’altro. Un’opportunità unica per festeggiare i 50 anni dall’uscita di quel fondamentale libro di Giovanni Testori che aveva di fatto svelato all’attenzione di un pubblico vasto la grandezza di Gaudenzio Ferrari e il fascino del Sacro Monte di Varallo. Oggi quel libro è tornato in una nuova edizione, curata da Giovanni Agosti, e pubblicata dallo stesso editore di allora, Feltrinelli: ed è altro motivo per cui festeggiare. Il titolo del libro è diventato quasi il claim del Sacro Monte varallino: “Il gran teatro montano”.

Cleofe Ferrari nasce a Carpi (MO) il 16 dicembre 1950. Dopo aver svolto gli studi su stilismo di moda a Reggio Emilia, svolge fino al 2008 attività di libera professionista. Nel 1982 consegue la laurea in Psicologia all’Università di Padova. Nel 2008 consegue il diploma al master di Architettura, Arti e Liturgia promossa dalle Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa. Dal 2002 aderisce all’associazione di artisti “il Baglio” e dallo stesso anno partecipa regolarmente alle attività di disegno promosse dall’Associazione “Di.segno” di Padova, di cui dal 2006 è presidente. Nel 2005 partecipa alla mostra “La casa del Dio vicino” allestita nel corso dei lavori del sinodo dei Vescovi a Roma. Nel 2007 partecipa alla mostra di Arte Sacra “Sinfonia dello spazio liturgico” a Padova. Nel 2010 al Caffè Pedrocchi di Padova realizza la mostra collettiva “Stili a confronto”. Nel 2012 sempre al Caffè Pedrocchi partecipa alla mostra collettiva “Omaggio al Guariento” dell’associazione “Art.Tu”. Nel 2013 espone “Il Volto di San Francesco” alla mostra collettiva Scuola della Carità di Padova dell’associazione “Art.Tu”. Nel 2014 espone alla biennale internazionale, Scuola della Carità di Padova, Maison D’Art. Nel 2015/2015 “Personale” alla Maison D’Art di Padova. Dipinge nella tecnica dell’acquarello, gessetto, encausto, acrilico e olio.

Opere, info e contatti www.cleofeferrari.it cleofe.ferrari@libero.it


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Cleofe Ferrrari espone a Milano

Aprile 20, 2016
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Delle sue opere afferma: «Per me dipingere è amare e abbracciare la realtà che mi circonda e mi accade, fissarne una traccia che diventi eterna, perché ogni volta che la guardi riaccada un incontro: un’emozione, un’esperienza». Lei è Cleofe Ferrari, pittrice emiliana ormai da tempo residente a Padova, e “Lo stupore nei luoghi dell’infinito” è il titolo della mostra che ha a tema Milano e i suoi luoghi: Duomo, Basiliche viste da scorci urbani, piazze e grattacieli. La mostra inaugurata il 25 aprile alle 18.00 a Casa Testori, Largo Angelo Testori 13 – Novate Milanese (MI) sarà visitabile sino all’8 maggio 2016 con orari mar / ven: 10-18 sab /dom: 14-20

«Che Cleo Ferrari sia riuscita a unire la dote naturale del saper dipingere ad uno studio attento e approfondito, lo si capisce non solo dal richiamo all’impressionismo ma soprattutto dalla sua evoluzione espressionista che traspira dagli ultimi lavori di Monet, in particolare da quelli ben conosciuti delle cattedrali», scrive Grasso nel catalogo della mostra. «Dalle opere pittoriche di Cleo Ferrari si evince una grande capacità tecnica, dove però prevale in modo significativo il movente poetico». «Farsi conquistare da una sua opera», prosegue il critico, «è come immergersi quotidianamente in luoghi dove il paesaggio ha il sopravvento sulle umane vicende. Nulla di meglio che ammirare una sua opera pittorica per sentire la nostra anima diventare un tutt’uno con l’anima dei luoghi da lei visti e trasportati con maestria su tela».

«Cleofe, già familiare alle tecniche dell’acquerello e dei gessetti e successivamente al più tradizionale olio all’acrilico e all’encausto», aggiunge Emanuela Centis, architetto, «fin dall’inizio ha individuato la forma espressiva della sua personalità esuberante ed energica in uno stile espressionista materico e gestuale. Le prime opere sono di piccole dimensioni, vere e proprie finestre aperte sulla realtà, nelle quali l’artista esprime il suo amore attento a cogliere la ricchezza che contiene anche il particolare apparentemente modesto, quotidiano. Così racconta con forme e colori il suo incontro con i diversi luoghi che visita o frequenta: Assisi o Gerusalemme, ma anche la sua cara campagna padana e le marine dell’Adriatico. A Cleofe non interessa semplicemente descrivere la realtà che vede, ma desidera raccontare esperienze di incontro personale con luoghi e situazioni».

In contemporanea alla mostra della pittrice padovana a Casa Testori saranno presenti due sculture dal Sacro Monte di Varallo a titolo di omaggio a Giovanni Testori. L’evento, dal titolo “Arriva il gran teatro montano” è cominciato il 9 aprile e durerà fino all’8 maggio 2016. Una “trasferta” per molti versi straordinaria di due tra le più celebri sculture del Sacro Monte di Varallo a Casa Testori. L’aspetto inedito sta proprio nel vedere per una volta un pezzo di Sacro Monte fuori dal suo naturale contesto. Vederlo da vicino, potervi girare attorno, studiarlo… per i visitatori sarà un’esperienza destinata a sollecitare sguardi inediti, cortocircuiti imprevisti, davanti a questi corpi così audacemente agli antipodi l’uno dall’altro. Un’opportunità unica per festeggiare i 50 anni dall’uscita di quel fondamentale libro di Giovanni Testori che aveva di fatto svelato all’attenzione di un pubblico vasto la grandezza di Gaudenzio Ferrari e il fascino del Sacro Monte di Varallo. Oggi quel libro è tornato in una nuova edizione, curata da Giovanni Agosti, e pubblicata dallo stesso editore di allora, Feltrinelli: ed è altro motivo per cui festeggiare. Il titolo del libro è diventato quasi il claim del Sacro Monte varallino: “Il gran teatro montano”.

Cleofe Ferrari nasce a Carpi (MO) il 16 dicembre 1950. Dopo aver svolto gli studi su stilismo di moda a Reggio Emilia, svolge fino al 2008 attività di libera professionista. Nel 1982 consegue la laurea in Psicologia all’Università di Padova. Nel 2008 consegue il diploma al master di Architettura, Arti e Liturgia promossa dalle Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa. Dal 2002 aderisce all’associazione di artisti “il Baglio” e dallo stesso anno partecipa regolarmente alle attività di disegno promosse dall’Associazione “Di.segno” di Padova, di cui dal 2006 è presidente. Nel 2005 partecipa alla mostra “La casa del Dio vicino” allestita nel corso dei lavori del sinodo dei Vescovi a Roma. Nel 2007 partecipa alla mostra di Arte Sacra “Sinfonia dello spazio liturgico” a Padova. Nel 2010 al Caffè Pedrocchi di Padova realizza la mostra collettiva “Stili a confronto”. Nel 2012 sempre al Caffè Pedrocchi partecipa alla mostra collettiva “Omaggio al Guariento” dell’associazione “Art.Tu”. Nel 2013 espone “Il Volto di San Francesco” alla mostra collettiva Scuola della Carità di Padova dell’associazione “Art.Tu”. Nel 2014 espone alla biennale internazionale, Scuola della Carità di Padova, Maison D’Art. Nel 2015/2015 “Personale” alla Maison D’Art di Padova. Dipinge nella tecnica dell’acquarello, gessetto, encausto, acrilico e olio.

Opere, info e contatti www.cleofeferrari.it cleofe.ferrari@libero.it


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