Arcore (MB): Perlasca il coraggio di dire no. Giornata della Memoria
La pièce, scritta dall’attore, ripercorre l’incredibile vicenda di Giorgio Perlasca che tra il 1944 e il 1945 a Budpaest che salva la vita a migliaia di ebrei ungheresi, strappandoli da morte certa.
L’intenso monologo di Alessandro Albertin porta in scena una storia che vale la pena conoscere (o riscoprire): un esempio che fa riflettere sulla possibilità che sempre ci è data di compiere una scelta e di agire.
Siamo a Budapest, è il 1943. Il commerciante di carni italiano trentatreenne, Giorgio Perlasca, è ricercato dalle SS, l’unità paramilitare del partito nazista.
La sua colpa è quella di non aver aderito alla Repubblica di Salò. Per i tedeschi è un traditore e la deve pagare. In una tasca della sua giacca c’è una lettera firmata dal generale spagnolo Francisco Franco che lo invita, in caso di bisogno, a presentarsi presso una qualunque ambasciata spagnola. In pochi minuti diventa Jorge Perlasca e si mette al servizio dell’ambasciatore Sanz Briz per salvare dalla deportazione quanti più ebrei possibile. Quando Sanz Briz, per questioni politiche, è costretto a lasciare Budapest, Perlasca assume indebitamente il ruolo di ambasciatore di Spagna. In soli quarantacinque giorni, sfruttando straordinarie doti diplomatiche e un coraggio da eroe, evita la morte a più di cinquemila persone. A guerra finita, non racconterà niente; solo nel 1988 verrà rintracciato da una coppia di ebrei che gli deve la vita.
Con straordinaria bravura Alessandro Albertin dà vita a Perlasca e ai personaggi che l’hanno affiancato in questa straordinaria avventura.
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