Busto Arsizio (Va): Oltre la guerra. Empatia, compassione, giudizio



Che cosa significa andare oltre la guerra? Significa affermare che essa non è l’essenza delle cose, la legge ineluttabile del mondo. Ma la legge del mondo non è neppure l’autonomia indifferente: all’origine di tutto c’è la relazione, cosa che, del resto, anche la guerra afferma, nel suo modo stravolto.

E dunque oltre la guerra c’è la relazione autentica, i cui lineamenti devono essere appresi, per forza, hic et nunc, dentro il mondo che li deforma. È quello che vediamo in questi giorni: sembra impossibile sentirsi solidali con qualcuno senza essere, o essere collocati, contro qualcun altro.

Di più: riesce difficile credere che parlare di relazione autentica non sia, in fondo, una fuga nel privato, nei sentimenti, una rinuncia preventiva al giudizio, in particolare al giudizio politico.

La parola pace, quando non copertura di una scelta faziosa, sembra vuota, dimissionaria, astratta.

Ma è davvero così? La “profezia per la pace” invocata da papa Francesco è solo retorica, solo rifugio per gruppi ristretti di anime pie che, mentre soccorrono il dolore di pochi, abbandonano sostanzialmente il mondo al suo destino di rovina?

È possibile che, invece, la relazione autentica, la compassione, sia giudizio? Piena espressione di razionalità e responsabilità politica? Ne parliamo con Sante Maletta, professore associato di Filosofia politica all’università di Bergamo.



Data

Venerdì 15 Marzo 2024 ore 21:00

Luogo

Sala Tramogge dei Molini Marzoli, Via Molino 2, Busto