Padova: La bellezza disarmata
Comunione e Liberazione e l’Associazione Culturale “Antonio Rosmini” in collaborazione con Rizzoli, hanno organizzato l’incontro di presentazione del libro “La bellezza disarmata” di Julián Carrón (Rizzoli, 2015).
Sono intervenuti
Gadi Luzzatto Voghera, Docente alla Boston University
Wael Farouq, Docente all’American University de Il Cairo e all’Università Cattolica di Milano
Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione e autore del libro
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Cronaca dell’incontro
“L’attrattiva che vince la distrazione” di Maurizio Caverzan (da Tracce.it, 26/02/2016). Il 24 febbraio, al Centro Papa Luciani, si è tenuta la presentazione del libro di Julián Carrón. Con l’autore, Gadi Luzzatto Voghera, di religione ebraica, docente alla Boston University, e Wael Farouq, professore musulmano alla Cattolica di Milano
La presentazione a Padova.
La presentazione a Padova.
La perdita dell’io, lo svuotamento della persona, la crisi di questi anni, la religione che diventa ideologia sono stati alcuni dei temi che hanno animato l’incontro al Centro Papa Luciani di Padova per la presentazione del libro La bellezza disarmata di don Julián Carrón, al quale hanno partecipato Gadi Luzzatto Voghera, di religione ebraica, docente alla Boston University, e Wael Farouq, musulmano, professore all’American University de Il Cairo e in Cattolica a Milano. Di fronte a milleduecento persone si è sviluppato un confronto tra le tre religioni monoteiste alla ricerca delle risorse per una rinascita dell’umano in un’epoca in cui prevale “il sacro nulla”.
Dopo l’introduzione di Samir Suweis, responsabile di Comunione e Liberazione, e l’ascolto di un brano composto dal pianista brasiliano Marcelo Cesena ispirato al Bacio di Giuda di Giotto (nella Cappella degli Scrovegni), Luzzatto ha risposto alla domanda di Suweis: nel libro è affrontato il tema della positività, come è possibile questo per Israele, con una storia segnata dalle persecuzioni? «Siamo sicuri che il cammino di Israele sia riducibile a una sequenza di tribolazioni, o quest’idea è il frutto di una “storiografia lacrimosa” come l’ha definita Hans Baron? Io credo che la nostra storia sia fatta di incontri, come testimonia anche il ghetto di Padova dove gli ebrei, popolo nomade, hanno scelto di stabilirsi». Il tempo non è più un elemento lineare, ma sinusoidale, fatto di tribolazioni e riscatti, e proiettato all’infinito fin quando il Signore deciderà l’avvento del Messia, ha proseguito Luzzatto con l’aiuto di alcune slide. In questo percorso l’uomo è aiutato dalla legge. «Se tu stai piantando un albero come prescrive il Capodanno degli alberi, e ti dicono che è arrivato il Messia, prima pianta l’albero, cioè fai il tuo dovere, e poi vai ad accoglierlo». Per gli ebrei la Pasqua è un momento di resilienza, non a caso si festeggiava «anche nei ghetti e durante la Shoah». Primo compito di noi uomini e donne è l’educazione, “vero atto di speranza”. In questo senso, secondo Luzzatto, una certa insistenza sulla crisi presente nel libro di Carrón potrebbe indebolire «il fondamentalismo della speranza» che vuole infonderci Bergoglio.
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