Palermo: Dalla mia vita alla vostra

Proiezione del video su don Luigi Giussani


Il Centro Culturale Il Sentiero ha organizzato la mostra “Dalla mia vita alla vostra” realizzata da Comunione e Liberazione in occasione del decimo anniversario della morte di don Giussani e la proiezione del video “Don Luigi Giussani 1922-2005. Il pensiero, i discorsi, la fede”, curato di Roberto Fontolan e Alberto Savorana, Art director Dario Curatolo.

DALLA MIA VITA ALLA VOSTRA… NASCE UN POPOLO.
La mostra su don Giussani a Palermo
«Siamo entrati perché la ragazza là fuori ci ha dato un volantino dicendoci che questa mostra è su un uomo che aveva una ragione valida per alzarsi la mattina. A noi interessa questo, perciò vogliamo vedere.» Con queste parole si è presentato un gruppo di ragazzi, ormai quasi a chiusura, ma si potrebbero riportare quelle di molti altri: una folla di volti, storie, età diversi, tutti accomunati da un desiderio di scoprire di più. Di quell’uomo e di sé.
“Dalla mia vita alla vostra” è, del resto, il titolo della mostra – 14 pannelli fotografici su don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, di cui quest’anno ricorre il decimo anniversario della morte – aperta dalle 16 alle 23 di sabato 9 maggio presso il cinema multisala “Al Politeama”, nel cuore della città di Palermo. Le visite sono state inframmezzate, alle 19, dalla proiezione del video “Don Giussani: il pensiero, i discorsi, la fede”, per permettere a chi lo volesse di incontrare quell’uomo così affascinante “di persona”, con il suo sguardo così penetrante e per questo così noto, con le sue parole così acuminate e così capaci di riverbero.
Un popolo, il soggetto promotore dell’evento: parola cara a don Giussani – che distingueva il popolo dalla massa indistinta perché un popolo è generato da un ideale comune, mentre la massa è una somma di individui – ma alla quale si sente quasi la necessità di far ricorso per descrivere almeno un po’ ciò che ciascuno ha avuto davanti agli occhi. Le guide, quasi una ventina, preparate e appassionate; ma anche tutti gli altri: ragazzi, giovani universitari ed adulti di Comunione e Liberazione che in giro per piazza Politeama e sul marciapiede prospiciente al cinema hanno proposto la visione della mostra ai passanti. Insieme al movimento di Comunione e Liberazione di Palermo, soggetto promotore dell’evento è stato il centro culturale Il sentiero, ormai da più di trent’anni un luogo in cui la vita si fa passione per la cultura e la passione per la cultura vita.
Don Giussani ha avuto una sola preoccupazione: vivere la sua vita fino in fondo. Questa serietà radicale gli ha permesso di scoprire, in quello che lui chiama “il bel giorno”, che solo il rapporto con una Persona rende questo possibile: Gesù Cristo non è un’etichetta, il garante di un ordine morale o una consolazione alle infamie della vita, ma la Persona, incontrabile nel suo corpo mortale 2000 anni fa e nel suo corpo mistico che è la Chiesa in ogni momento da allora, che, unica, risponde alle esigenze profonde di ogni uomo. Il compito educativo fondamentale del soggetto cristiano, allora – compito che è quello che don Giussani ha sempre indicato al movimento – consiste nel «mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita»: «il delitto sta nel concepire, proporre e vivere la fede come una promessa che non viene mantenuta, come una premessa che non c’entra con la vita». E la vita, precisava subito don Giussani, è ora: non ieri, perché non c’è più, non domani, perché non c’è ancora – scacco di tutte le utopie.
Ora deve essere, quindi, la Presenza capace di compierla. Il popolo della mostra era qualcosa da guardare ora, che ha sfidato l’intelligenza e la libertà dei visitatori a paragonarsi con la sfida di una letizia e di un centuplo possibili in questo mondo. E così davanti al popolo che lavorava per la mostra si costruiva un altro popolo: coloro che entravano a vedere, nella fuggevolezza delle loro distanze effimere, si svelavano lentamente nella loro identità fondamentale: io in ricerca, uomini e donne con esigenze inaspettatamente comuni e condivise.
In realtà, c’era un unico grande popolo alla mostra: chi accoglieva e chi era accolto trovava nell’altro lo stesso cuore. Quest’evento svela qui, forse, il suo ultimo contributo: esiste – è accaduta nella città di Palermo – l’imprevista eppure reale possibilità di costruire la comunione.
(Viera Catalfamo)



Data

Sabato 09 Maggio 2015 ore 16:00

Luogo

Cinema multisala Politeama, via E. Amari 160, Palermo