Il testo del dialogo con Aleksandr Filonenko

Gennaio 11, 2018
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AIC propone il testo dell’incontro con Aleksandr Filonenko, professore di Filosofia all’Università Nazionale di Char’kov in Ucraina, invitato a Cassano d’Adda (Mi) lo scorso 15 dicembre 2017.

Aleksandr Filonenko, lo scorso è già stato tra noi a presentare un suo libro (L’OCEANO DEL MISTERO, ottobre 2014), e poi lo abbiamo rincontrato (giugno 2016) sull’argomento lavoro. È stato “facile” incontrarlo anche per la sua grande amicizia con il prof. Franco Nembrini, che anche noi conosciamo bene. Come
ogni volta, anche stasera Aleksandr è tradotto dall’amica Elena Mazzola. Vogliamo proporre ad Aleksandr alcune suggestioni: è il centenario della rivoluzione d’ottobre (mostra Meeting: Russia 1917, Il sogno infranto di “un mondo mai visto”): cosa rimane di quella speranza, rivelatasi un tragico incubo? Papa Francesco, che ha incontrato a Cuba il Patriarca Kirill, porta nel modo d’oggi la rivoluzione della tenerezza! l’anno prossimo ci saranno le elezioni politiche in Italia, in questa nostra democrazia a rischio … astensione!

Filonenko: Vi sono molto grado per questo incontro perché per me è un incontro che ha a che fare con l’amicizia. La scorsa volta che sono stato da voi, non ho memorizzato i nome di questo luogo, ma mi ricordo molto bene il colore dell’officina che ci ospitava: era blu e giallo, i colori dell’Ucraina.
Adesso nel nostro Paese è un periodo molto indaffarato, è il periodo in cui san Nicola è molto occupato a preparate i regali per i bambini ucraini. Ma noi siamo stati da Lui a Bari e vorrei raccontarvi questa storia rispetto all’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill. Siamo già nel tempo in cui i re magi sono per strada e quindi vorrei iniziare con una storia che mostra quanto possiamo conoscere poco gli uni degli altri, ma d’altra parte dove può esserci la speranza nonostante il fatto che ci conosciamo poco. In America c’è una fiaba Russa, molto famosa, che si intitola La vecchietta e i tre re. Tutti i bambini americani sono convinti che sia una fiaba russa, ma non c’è un bambino russo che conosca questa fiaba. Ma è una fiaba molto bella.
Una volta a casa di una vecchietta vanno a bussare tre re. Faceva freddo si erano congelati perché si recavano a Gerusalemme attraversando al Russia. Bussano alla sua porta e lei li accoglie benissimo, prepara una cena stupenda; loro le sono stati molto grati e in risposta le offrono un regalo: le dicono “vieni con noi, fai il viaggio con noi ad incontrare il Salvatore”. Lei li ringrazia e dice loro che non può andare perché ha tante cose da fare. E loro vanno! Lei rimane a casa, ma dopo un po’ di tempo capisce di avere perso qualcosa di molto caro e si mette ad inseguirli: ancora oggi da allora lei li sta cercando, non li ha ancora
incontrati. Incontra per strada i bambini, fa loro dei doni, e chiede a bambini se non hanno visto in giro questi tre re. È una storia molto penetrante sul fatto che: a volte noi siamo molto ospitali, possiamo fare tante cose, ma sulla cosa più importate ci fermiamo: non andiamo insieme fino al Salvatore.
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