La questione

Leggere “Magnifica Humanitas” di Leone XIV

15 Giugno 2026
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L’enciclica «sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Ai» è un giudizio chiaro sulle «cose nuove» del nostro tempo. Il patto con Anthropic e la necessità di «disarmare» la guerra fatta con l’algoritmo

Presentata ieri in Vaticano, Magnifica Humanitas è la prima enciclica di Leone XIV. È stata firmata il 15 maggio, in occasione del 135esimo anniversario della Rerum Novarum di Leone XIII, al cui spirito e impianto si rifà esplicitamente: «Se a suo tempo Leone XIII parlava di “nuove questioni”, oggi non possiamo semplicemente ripetere i suoi preziosi insegnamenti, ma dobbiamo chiedere a Dio la saggezza per interpretare le grandi tendenze del nostro tempo, in particolare i progressi della tecnica», scrive il Pontefice.

Non è un’enciclica “sui computer” o “sui social”, ma neppure “sull’intelligenza artificiale”, come ha sottolineato ieri introducendo l’incontro di presentazione del testo il cardinale Pietro Parolin, ma «sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale». L’uomo al centro, con tutte le sue ferite e i suoi limiti ma anche la sua grandezza: non l’uomo che gioca a fare Dio, ma l’uomo creato a Sua immagine e somiglianza e redento da Cristo.

«La Chiesa è chiamata a decifrare le novità»

L’importanza di questo testo – che occorrerà leggere con attenzione e approfondire, queste sono le ore in cui tanti ci trovano dentro quello che vogliono o quasi – si capisce dal fatto che per la prima volta un Pontefice lo ha presentato di persona ai cardinali e ai giornalisti: con Leone XIV hanno parlato il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del dicastero per la Dottrina della fede, il cardinale Michael Czerny, prefetto del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, le teologhe Anna Rowlands e Leocadie Lushombo, e il cofondatore di Anthropic Christopher Olah.

«Nei momenti cruciali della storia», ha detto ieri Prevost concludendo l’incontro, «la Chiesa è chiamata a decifrare le “novità” alla luce del Vangelo e della dignità dell’essere umano. 135 anni fa, il mio venerabile predecessore Leone XIII osservò la situazione degli operai, le loro famiglie sradicate e le nuove forme di povertà generate dalla rapida trasformazione industriale. Comprese che la Chiesa non poteva rimanere distante. In un momento di svolta epocale che minacciava la dignità umana, l’enciclica Rerum Novarum fece sentire la sua voce evangelica e sociale sulle “novità” in atto».

Non risposte tecniche, ma un giudizio chiaro

Oggi «ci troviamo di fronte a una trasformazione di portata simile, con conseguenze forse ancora maggiori. L’intelligenza artificiale influenza già molti aspetti della nostra vita e incide sulle decisioni che plasmano la convivenza umana. Sta inoltre cambiando radicalmente il modo in cui si conduce la guerra. Come il precedente “Leone”, sento di essere chiamato a guardare a un’altra enorme trasformazione con occhi di fede, con lucidità di ragione, con apertura al mistero e con le grida dei poveri e della terra che risuonano nel mio cuore».

Di Piero Vietti, 26 Maggio 2026

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