Leggi il comunicato finale del #Meeting17 e scopri il nuovo titolo

Agosto 18, 2017
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«Molto bello. Gente sincera che prova a fare qualcosa di diverso. L’Italia della diversità, della varietà. Questo è il nuovo sguardo dell’Italia». È il testo di un messaggio whatsapp scritto al termine della giornata di ieri dal direttore della Biblioteca di Alessandria Mostafa El Feki. Un messaggio che risponde a distanza a un’osservazione di Olivier Roy: «C’è bisogno di aprire uno spazio di spiritualità in Europa», come risposta al nichilismo che genera violenza. O come ha ribadito oggi al Meeting il segretario di stato vaticano cardinale Pietro Parolin, «proprio in un’ora come questa, nella quale l’umanità è attraversata da violenze, minacce, paure e ingiustizie, il dialogo è l’unica strategia che possiamo adottare. E la Chiesa non può che farsi parola, messaggio, supplica, colloquio in questa strategia».

Questo è stato il Meeting per l’amicizia fra i popoli edizione 2017, che si è svolto dal 20 al 26 agosto nella Fiera di Rimini. Un Meeting che ha cercato di riguadagnare l’eredità di 38 anni di storia non con facili formule, ma con la curiosità, l’incontro paziente con l’altro, l’attenzione alla diversità, l’approfondimento dei temi più caldi. Il lavoro ad esempio, nelle mostre “Ognuno al suo lavoro” e “Perché tutto possa esistere”, o le esposizioni sull’arte contemporanea, la Custodia di Terra Santa e le nuove generazioni dei figli di immigrati. O ancora la crisi, letta nelle sue sfaccettature – grazie al contributo di Luciano Violante – come un’opportunità di rinascita. O gli spettacoli che aprivano fronti nuovi: pensiamo alla collaborazione con la China National Opera House per la Madama Butterfly o alle produzioni del Meeting “Padre e figlio” e “Un sussulto al cuore”.
La XXXVIII edizione è d’annata per contenuti e anche per numeri. Foltissime la presenze (ne fa fede il numero di scontrini della ristorazione, superiore di duemila unità rispetto al 2016), il fundraising che raddoppia le cifre dell’anno scorso con centomila euro di raccolta, i 10mila mp3 di audioguide delle mostre e naturalmente i 118 incontri con 327 relatori, le 17 esposizioni, i 14 spettacoli con 21mila spettatori, le 31 mani-festazioni sportive. Il tutto in 130mila metri quadrati di Fiera (21mila dedicati alla ristorazione), con l’apporto di 2.259 volontari più 400 nel “pre-Meeting”, dal 12 al 19 agosto. Rilevanti anche le cifre della comunicazione: 600 giornalisti accreditati (+20% sull’anno scorso), 1478 articoli sulla carta stampata, 1447 sul web, 316 servizi tv e 154 passaggi in radio, per un totale di 3395 servizi. Anche i social sono stati bollenti. In una settimana 1175 nuovi fan Facebook per la pagina @meetingrimini, 515mila utenti unici e 400mila interazioni, tra mi piace, condivisioni e commenti. Ancora: 166mila le visualizzazioni di video su Facebook e 250mila le visualizzazioni su Twitter. Quanto al capitolo costi, il Meeting 2017, che percepisce scarsissimi contributi pubblici, ha un budget di 5 milioni 490mila euro, le entrate principali sono i servizi di comunicazione per le aziende (3 milioni 500mila euro) e gli introiti dalla ristorazione (1 milione 135mila).

Si potrebbe dire che per il Meeting di Rimini il 2017 è stato l’anno dell’impegno per la pace. Un tema che ha caratterizzato le testimonianze da Israele, Egitto e Venezuela, Gerusalemme con la testimonianza del Custode di Terra Santa padre Francesco Patton ma anche con le preghiere che persone di diverse religioni, ognuno con le proprie forme, hanno elevato nello spazio dedicato all’amicizia tra don Giussani e il monaco buddista Shodo Habukawa. Di pace hanno parlato il nunzio in Siria cardinale Mario Zenari, ma anche il direttore della Biblioteca di Alessandria, Mostafa El Feki, Monica Maggioni (ideatrice con Paolo Magri dello spazio “Muri”) e il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani. E il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha voluto sottolineare che «il mondo avrebbe veramente bisogno di una buona dose dello spirito del Meeting di Rimini proprio adesso».

L’edizione aperta dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e descritta in modo palpitante nel suo titolo dall’amministratore apostolico di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa ha vissuto in diretta la visita in Russia del segretario di Stato vaticano Piero Parolin. I protagonisti di questo evento, il metropolita Hilarion e lo stesso Parolin, hanno parlato nell’auditorium della Fiera giovedì 24 e sabato 26.

Il segreto del Meeting 2017? C’era già nelle parole che papa Francesco scriveva nel suo messaggio del 20 agosto: «Non abbiamo spazi da difendere perché l’amore di Cristo non conosce frontiere invalicabili». Non c’è nulla da difendere perché chi indica la strada sono i «testimoni affidabili»: non chi offre ricette precotte, ma quelli che aiutano ad «aguzzare la vista per scorgere i tanti segni – più o meno espliciti – del bisogno di Dio come senso ultimo dell’esistenza, così da poter offrire alle persone una risposta viva».
«Voglio sottolineare questo ultimo aggettivo usato dal papa», è il commento di Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, «perché una risposta che non sia viva, che non indichi passo dopo passo una strada, che non diventi compagnia tra persone anche molto diverse tra loro, oggi non ha più nulla da dire. Per questo l’attenzione verso i giovani a cui ci invitava il messaggio del presidente Mattarella al Meeting non si è tramutata nel solito trito discorso sui millennials ma in un nuovo protagonismo dei ragazzi».

Il titolo della trentanovesima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, che si terrà nella Fiera di Rimini dal 19 al 25 agosto 2018, sarà Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice.


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